SVIZZERA
01.10.2008 - 12:080
Aggiornamento : 11.11.2014 - 16:57

Niente permesso di soggiorno per Raël

Al guru che sostiene l'educazione sessuale attiva dei bambini, il Tribunale Federale ha negato il permesso di soggiorno. "Il rischio di violazioni dell´integrità sessuale dei minori e alla dignità umana prevale su qualsiasi altra considerazione", si legge nella sentenza.

LOSANNA - Niente permesso di soggiorno in Svizzera per il guru Raël, al secolo Claude Vorilhon, cittadino francese. Il Tribunale federale ha confermato il veto delle autorità vallesane, motivandolo con le posizioni del capo della setta raeliana sulla "educazione sessuale attiva" dei bambini, che lascia spazio alla pedofilia, e sulla clonazione umana. Raël ha tuttavia già manifestato l´intenzione di proseguire la sua battaglia giuridica fino alla Corte dei diritti umani di Strasburgo.

Il guru del movimento raeliano sostiene di volersi stabilire a Miège, nel Vallese centrale, per lavorare quale "rappresentante commerciale" di un´azienda vinicola appartenente ad uno dei suoi seguaci. La sua richiesta di un permesso di soggiorno, inoltrata nell´ottobre 2006, è stata tuttavia rifiutata, dapprima dall´ufficio cantonale degli stranieri, poi dal Consiglio di Stato e infine, lo scorso aprile, dal Tribunale cantonale, per motivi legati all´ordine pubblico e alla difesa della morale.

Quale rappresentante autoproclamato degli Elohims (extraterrestri) sul pianeta Terra, Vorilhon "propaga messaggi contrari all´ordine pubblico e alla morale", affermano le autorità vallesane. Fra questi l´avvento della geniocrazia, un modello politico basato sul quoziente intellettuale degli individui "suscettibile di urtare le convinzioni democratiche e antidiscriminatorie dello Stato di diritto". Raël auspica inoltre una libertà sessuale assoluta e invita i genitori ad educare sessualmente i figli, anche dal profilo "pratico", un messaggio che "provoca derive sessuali nei riguardi dei minorenni punite severamente dal codice penale".

Il Tribunale cantonale ha rimproverato infine a Raël di tollerare che il suo nome sia associato alla società Clonaid, che propone i suoi servizi per la clonazione umana, vietata dalla Costituzione federale.

Ora i supremi giudici di Losanna confermano: l´interesse pubblico a sopprimere il rischio di violazioni dell´integrità sessuale dei minori e alla dignità umana prevale su qualsiasi altra considerazione, afferma il Tribunale federale nella sentenza pubblicata oggi.

ats

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