Valérie Dittli nel mirino di un nuovo rapporto

Nuove critiche, da parte del legislativo cantonale, per la consigliera di Stato vodese: «Lacune manageriali, sfiducia nei confronti dell'amministrazione e decisioni mal difese»
LOSANNA - «Lacune manageriali, sfiducia nei confronti dell'amministrazione e decisioni mal difese». Sono queste le principali critiche di un nuovo rapporto, questa volta del Gran Consiglio vodese, nei confronti della consigliera di Stato Valérie Dittli (Centro), già responsabile delle finanze cantonali.
Il nuovo documento, presentato oggi, è stato elaborato da una commissione parlamentare istituita lo scorso mese di marzo dopo la pubblicazione di un primo rapporto redatto da Jean Studer, già consigliere di Stato neocastellano (PS), consigliere agli Stati e presidente del Consiglio della banca della Banca nazionale svizzera, in qualità di esperto indipendente. Quest'ultimo aveva rilevato diversi malfunzionamenti all'interno dell'amministrazione fiscale vodese.
I problemi evidenziati oggi dai commissari hanno «indebolito il funzionamento istituzionale e influito negativamente sul personale», si legge nel documento, che riferisce inoltre di una consigliera di Stato «insufficientemente preparata» per assumersi tali compiti, di problemi di comunicazione e di atti «inadeguati o addirittura illegalix.
Il ritiro della responsabilità delle finanze a Dittli ha permesso di «superare alcune difficoltà», ma non garantisce «stabilità», sottolineano i commissari.



