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TREDICESIMA AVS

«La decisione sul finanziamento entro la fine dell'anno»

Keystone-Sda
Fonte ats
«La decisione sul finanziamento entro la fine dell'anno»
BERNA - «L'AVS è la nostra assicurazione sociale più importante. Con questa votazione, i cittadini svizzeri hanno dimostrato ancora una volta il loro impegno per la solidarietà che l'AVS incarna da poco più di 75 anni», ha dichiarato la consigl...

BERNA - «L'AVS è la nostra assicurazione sociale più importante. Con questa votazione, i cittadini svizzeri hanno dimostrato ancora una volta il loro impegno per la solidarietà che l'AVS incarna da poco più di 75 anni», ha dichiarato la consigliera federale Elisabeth Baume-Schneider commentando l'esito della votazione. Quasi 2,5 milioni di pensionati riceveranno la tredicesima AVS a partire dal 2026.

Per la prima volta dall'introduzione dell'AVS, nel 1948, gli svizzeri hanno votato domenica a favore di un rafforzamento del primo pilastro. L'iniziativa per l'introduzione della 13esima AVS, lanciata dai sindacati, è stata accolta dal 58,24% dei votanti e da 16 cantoni su 26. Per la sinistra si tratta di un risultato «storico».

Berna promette una rapida attuazione - Il Consiglio federale, che aveva raccomandato di respingere la proposta di legge, ha preso atto del chiaro risultato della votazione. La popolazione vuole un'AVS efficiente e solidale che garantisca a tutti una vita dignitosa e il Consiglio federale ne terrà conto nella sua proposta di stabilizzare l'AVS a partire dal 2030. Per mantenere il fondo AVS in equilibrio, saranno necessarie entrate supplementari in tempi brevi, ha aggiunto Baume-Schneider facendo riferimento a un aumento dei contributi salariali e dell'IVA. Nelle prossime settimane presenterà al Consiglio federale le basi della discussione. «Questo dovrebbe consentirci di prendere una decisione sul finanziamento entro la fine dell'anno», ha aggiunto.

Vince il «sì» - Le percentuali più alte di favorevoli si riscontrano nei cantoni latini, con un record nel Giura dove i "sì" sono stati oltre l'82%. Seguono Neuchâtel (78%), Ginevra (75%), Vaud (74%), Friburgo (72%) e Ticino (71%). In Vallese i voti a favore sono stati il 64%.

Non c'è stato nessun "Röstigraben" - Nei cantoni germanofoni le percentuali sono state più basse, come avevano già preannunciato i sondaggi. Il tasso di approvazione più alto si è registrato a Basilea Città, con il 64%. Soletta e Basilea Campagna hanno sostenuto l'iniziativa con oltre il 60%. Nei Grigioni i sì sono stati il 51,71%. A Zurigo e Berna si sono attestati attorno al 52%.

Dove ha vinto il «no» - I cantoni con una maggioranza di no sono dieci e tutti germanofoni: Turgovia, San Gallo (attorno al 51% di no), Lucerna e Appenzello Esterno (53%), Nidvaldo e Uri (56%), Zugo e Svitto (58%), Obvaldo (60%) e Appenzello-Interno dove l'iniziativa è stata respinta da quasi il 69% dei votanti.

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