Keystone
Alcune vittime di collocazioni coatte posavano davanti a Palazzo federale nel 2016.
SVIZZERA
04.03.2020 - 09:480

Misure coercitive, «le vittime dovrebbero poter ancora presentare la domanda»

Il Consiglio degli Stati ha approvato il progetto legislativo preparato dalla sua commissione preparatoria

Inizialmente il termine era stato fissato alla fine di marzo 2018.L'indennità ammonta a 25'000 franchi.

BERNA - Le vittime di misure coercitive a scopo assistenziale e collocamenti extrafamiliari prima del 1981 dovrebbero poter ancora presentare una domanda per ottenere un contributo di solidarietà.

È il parere del Consiglio degli Stati che ha approvato oggi a larga maggioranza (44 a favore e un astenuto) il progetto legislativo della sua commissione preparatoria. Il dossier va al Consiglio nazionale.

Inizialmente, ha ricordato in aula a nome della commissione Beat Rieder (PPD/VS), il termine per presentare una richiesta d'indennizzo era stato fissato alla fine di marzo del 2018. A quel punto, le domande pervenute avevano superato quota 9000.

In adempimento a un'iniziativa parlamentare dell'ex consigliere agli Stati Raphaël Comte (PLR/NE) è stato però elaborato un progetto di legge per abolire tale scadenza. Si stima che il numero delle vittime sia di almeno di 60 mila, di cui molte ancora vive che potrebbero beneficiare del risarcimento.

La legge in materia prevede un'indennità di 25'000 franchi come riparazione per il torto subito. Secondo Rieder, sono stimate globalmente da 12 mila a 16 mila richieste di riparazione.

Da parte sua, il Consiglio federale, rappresentato in aula dalla ministra di giustizia e polizia Karin keller-Sutter, ha dichiarato di approvare senza riserve il progetto parlamentare.

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