Effetto Intesa Sanpaolo: 30 tagli all'ex banca Reyl dopo la fusione

Il tipo di posti di lavoro e le regioni interessate non sono stati specificati.
GINEVRA - L'ex banca ginevrina Reyl, passata alla fine di gennaio interamente nelle mani del gruppo italiano Intesa Sanpaolo, si separerà da una trentina dei suoi 300 collaboratori entro la fine di marzo. Il tipo di posti di lavoro e le regioni interessate non sono stati specificati.
Queste riduzioni di effettivi hanno lo scopo di «ripristinare la redditività e il rendimento» dell'istituto, ha dichiarato un portavoce all'agenzia Awp, confermando una notizia in tal senso pubblicata oggi dal periodico finanziario L'Agefi.
I dipendenti interessati beneficeranno di un piano sociale e di licenziamenti collettivi «conformi alle pratiche di mercato», che includono indennità di licenziamento, un piano di reinserimento professionale e sostegno psicologico, è stato precisato.
Tale misura interviene dopo la presa di controllo totale dell'istituto ginevrino da parte di Fideuram - Intesa Sanpaolo Private Banking alla fine di gennaio. La filiale di gestione patrimoniale del gruppo a sud delle Alpi, che nella primavera del 2011 aveva acquisito una partecipazione del 69% in Reyl, ha rilevato le quote rimanenti dall'azionista storico François Reyl e da tre ex soci della banca privata, che hanno immediatamente lasciato le loro funzioni.
Lo scorso aprile, la Finma ha avviato un'indagine nei confronti della banca ginevrina Reyl Intesa Sanpaolo su molteplici lacune nella lotta al riciclaggio di denaro e nel controllo dei clienti cosiddetti a rischio. Secondo le testate del gruppo Tamedia - che insieme a quotidiani esteri su questa vicenda fanno capo all'organizzazione giornalista internazionale Progetto di investigazione sulla corruzione e il crimine organizzato (OCCRP) - attraverso i conti di Reyl sarebbero transitati centinaia di milioni di franchi provenienti da regimi autocratici dell'Asia centrale e da persone politicamente esposte in Russia.



