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VAUDSiriana respinta, "Non è possibile escludere un errore"

14.07.14 - 16:10
Parlano le Guardie di confine. Nuovi elementi giungono dalla ricostruzione della vicenda. Le 15 guardie coinvolte per ora non si occuperanno più di rinvii
Siriana respinta, "Non è possibile escludere un errore"
Parlano le Guardie di confine. Nuovi elementi giungono dalla ricostruzione della vicenda. Le 15 guardie coinvolte per ora non si occuperanno più di rinvii

VALLORBE - Dall'inchiesta interna subito avviata dal Cgcf è emerso che "non è possibile escludere un errore". Queste le parole del capo delle Guardie di confine, dopo il caso della donna siriana che al settimo mese di gravidanza ha abortito a Domodossola dopo il rimpatrio dalla Francia verso l'Italia attraverso la Svizzera, ai primi di luglio.

Walter Pawel, direttore della comunicazione del Cgcf ha specificato che per la gravità delle accuse, il Cgcf ha deciso di affidare il caso a un'autorità esterna. Le giustizia militare ha avviato un'istruttoria per stabilire se debba essere aperto un procedimento penale.

Ma una prima ricostruzione è stata fatta e emergono anche nuovi dettagli.

 

Secondo la ricostruzione fornita dalle Guardie di confine, la 22enne siriana faceva parte di un gruppo di 36 profughi (siriani, etiopi ed eritrei) che il 4 luglio scorso erano partiti con un treno notturno da Milano diretto a Parigi. Al confine franco-elvetico di Vallorbe (VD) sono stati respinti dalle autorità francesi e affidati a quelle svizzere per il rinvio in Italia, lo Stato dello Spazio Dublino dove essi avevano inoltrato la prima richiesta d'asilo. Secondo Pawel si è trattato di un caso speciale, dato il numero di persone ed il lungo viaggio attraverso la Svizzera. "I profughi sono quindi stati portati in Italia con dei pulmini e non con il treno, come avviene di solito da Briga a Domodossola o da Chiasso a Como. I profughi avevano anche la possibilità di chiedere asilo in Svizzera ma non l'hanno fatto" ha spiegato Pawel.

 

Durante il ritorno in Italia la donna avrebbe avuto forti perdite di sangue. Il marito ha detto alla tv svizzero tedesca SRF di aver più volte chiesto aiuto, ma gli agenti svizzeri non avrebbero reagito. Al suo arrivo a Domodossola, la giovane siriana è stata soccorsa e ricoverata in ospedale dove la sua bambina è nata morta. L'autopsia avrebbe stabilito che il decesso della piccola è avvenuto fra dieci e dodici ore dall'arrivo in Italia, come riferito da diversi media. Intanto le 15 guardie che hanno accompagnato i profughi in Italia per ora non si occuperanno più di rinvii e sono state assegnate ad altri incarichi. Le guardie di confine - ha ricordato Pawel - parlano due lingue nazionali e l'inglese e sono formate per trattare con i profughi particolarmente vulnerabili.

 

Nuovi provvedimenti - Il Corpo delle guardie di confine (Cgcf) sta anche esaminando a fondo le procedure di rinvio degli immigranti clandestini nell'eventualità di poterle migliorare. La decisione è stata presa proprio dopo il caso della giovane richiedente l'asilo siriana. Per chiarire la questione, il Cgcf ha creato un gruppo di lavoro interno, che non si è dato limiti di tempo per svolgere il proprio lavoro, ha aggiunto Pawel.

 

 

 

 

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