Tobi B. ha strangolato una prostituta, ora chiede un risarcimento milionario

Dopo aver scontato la pena, il giovane è stato privato della libertà per altri sette anni, nell’ambito di un ricovero a scopo assistenziale. Oggi chiede un indennizzo per danni morali e mancato guadagno.
AARAU - Tobi B. aveva 17 anni quando nel 2008 strangolò una prostituta ad Aarau. La sua pena detentiva è terminata nel 2012, ma il Canton Argovia lo ha trattenuto fino al 2019 nel quadro di un ricovero a scopo assistenziale. Oggi chiede milioni di risarcimento al Cantone, appellandosi a una sentenza della Corte europea dei diritti dell’uomo (CEDU).
Il Cantone lo ha trattenuto sette anni in più - Tobi B., originario di Rupperswil, è stato condannato nel 2011 dal tribunale dei minori per omicidio, coazione sessuale e stupro. Il tribunale ha inflitto la pena massima prevista per i minorenni — quattro anni di privazione della libertà — e ha inoltre disposto un trattamento per disturbi psichici. «Secondo la perizia, soffriva di un disturbo antisociale della personalità e di sadismo sessuale», scrive l’“Aargauer Zeitung”.
La pena si è conclusa il 17 agosto 2012, giorno del suo 22° compleanno. A causa dell’elevato rischio di recidiva, nel giugno 2012 il Bezirksamt di Lenzburg, su richiesta della Procura dei minorenni, ha però disposto un ricovero a scopo assistenziale. Questa misura ha consentito alle autorità di collocare Tobi B. nell’istituto penitenziario di Lenzburg, dove è stato sottoposto a trattamento stazionario nell’ambito della psicoterapia forense.
L’uomo ha impugnato questa decisione fino al Tribunale federale, ma senza successo.
CEDU: detenzione senza base legale - Il 27 marzo del 2019 il ricovero a scopo assistenziale è stato revocato. Un mese dopo è arrivata una comunicazione da Strasburgo: Tobi B. aveva impugnato una precedente sentenza del Tribunale federale dinanzi alla Corte europea dei diritti dell’uomo. Alla fine di aprile 2019, la Corte ha stabilito che la misura aveva violato il suo diritto alla libertà e alla sicurezza.
Il ricovero a scopo assistenziale può infatti essere disposto solo per proteggere la persona da un pericolo per sé stessa, non per prolungare una pena inflitta da un tribunale. Secondo la Corte, Tobi B. è stato quindi detenuto a fini puramente preventivi in un istituto penitenziario, senza una base legale sufficiente.
Tobi B. chiede 2,7 milioni di franchi - L’uomo sostiene che avrebbe dovuto essere libero già dal 17 agosto 2012 e nel 2023 ha presentato una richiesta di risarcimento danni contro il Canton Argovia. Chiede complessivamente oltre 2,7 milioni di franchi, di cui 600’000 franchi per perdita di guadagno e 570’000 franchi a titolo di riparazione morale. Inoltre, rivendica il rimborso dei costi del ricovero a scopo assistenziale: tali spese erano state anticipate dal suo Comune di domicilio, che ora ne chiede la restituzione. L’importo ammonta a 939’000 franchi.
Sentenza provvisoria del Tribunale amministrativo - Il Tribunale amministrativo ha emesso una sentenza provvisoria: secondo l’“Aargauer Zeitung”, essa smonta in parte e in modo netto le argomentazioni del Cantone, che non intende pagare. Quanto alla riparazione morale, Tobi B. potrebbe ottenere un riconoscimento. È invece improbabile che ottenga il rimborso dei costi di collocamento, poiché il tribunale ritiene che non dovrà comunque restituire tale somma al Comune.
È inoltre improbabile che gli venga riconosciuto un risarcimento per la perdita di guadagno: secondo il tribunale, le difficoltà incontrate da Tobi B. nella ricerca di un apprendistato dopo il rilascio nel 2019 non sarebbero dovute al ricovero a scopo assistenziale, bensì «all’omicidio a sfondo sessuale da lui commesso». La decisione non è ancora passata in giudicato.



