Terre des hommes non cede alle richieste di Israele

Di fronte alla richiesta di fornire i contatti del personale palestinese, l'organizzazione ha richiesto l'intervento del DFAE
BERNA - Terre des hommes è chiamata a confrontarsi con nuove richieste da parte di Israele di consegnare i dati di contatto del suo personale palestinese in Cisgiordania e nella Striscia di Gaza per poter proseguire le sue attività. L'organizzazione umanitaria svizzera però si rifiuta di obbedire e sollecita il Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE) a intervenire.
Il 30 dicembre scorso, Israele ha annunciato che la registrazione di 37 ong internazionali, tra cui Terre des hommes, sarebbe scaduta il giorno dopo, dando loro sessanta giorni di tempo per cessare le attività. Ciò è dovuto, in particolare, alla mancata divulgazione dei dati personali dei collaboratori palestinesi, ricorda oggi in una nota l'associazione in favore dei diritti dell'infanzia.
La necessità di trasmettere tali informazioni solleva «serie preoccupazioni circa i rischi per i membri del nostro team», scrive l'ong. In assenza di «garanzie sufficienti», l'organizzazione ha quindi deciso di non ottemperare alla richiesta.
«Stiamo attualmente valutando soluzioni alternative basate sulla nostra registrazione presso le autorità palestinesi per mantenere, per quanto possibile, la nostra presenza in questi territori», aggiunge Terre des hommes. L'organizzazione sostiene i bambini e le famiglie più vulnerabili nella Striscia di Gaza e in Cisgiordania da oltre cinquant'anni.
Data la situazione, l'ong invita il Consiglio federale e soprattutto il DFAE a «riaffermare chiaramente l'importanza del rispetto del diritto internazionale umanitario e a utilizzare i canali diplomatici svizzeri per difenderlo». In qualità di Stato depositario delle Convenzioni di Ginevra, la Svizzera deve ribadire che una potenza occupante ha l'obbligo di facilitare la fornitura di aiuti, proteggere i civili e non ostacolare l'azione umanitaria né subordinarla alla trasmissione di dati personali sensibili, continua Terre des hommes, secondo la quale Berna deve adoperarsi per ripristinare la registrazione delle ong neutrali e imparziali.



