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LUCERNA

"Truffa dell'amore" e non solo: condannati madre e figlio

I giudici del Tribunale penale lucernese sono stati leggermente più clementi con la donna
"Truffa dell'amore" e non solo: condannati madre e figlio
Depositphotos (vaeenma)
Fonte Ats
"Truffa dell'amore" e non solo: condannati madre e figlio
I giudici del Tribunale penale lucernese sono stati leggermente più clementi con la donna
LUCERNA - La Corte lucernese ha condannato madre e figlio a una pena detentiva superiore ai tre anni per reati di truffa e di altro genere. Sono stati giudicati per aver riscosso soldi da tre uomini, sfruttando la cosiddetta "truffa dell'amore", nonc...

LUCERNA - La Corte lucernese ha condannato madre e figlio a una pena detentiva superiore ai tre anni per reati di truffa e di altro genere. Sono stati giudicati per aver riscosso soldi da tre uomini, sfruttando la cosiddetta "truffa dell'amore", nonché per minacce, coazione, violazione a titolo professionale dei diritti della proprietà intellettuale, falsità in documenti e complicità.

La condanna - Il Tribunale penale di Lucerna ha condannato, per questa numerosa lista di illeciti, una coppia madre-figlio svizzera. La pena più severa è stata comminata al secondo, condannato a 3 anni e 10 mesi di detenzione, nonché a pena pecuniaria con la condizionale di 355 aliquote da 100 franchi. I giudici sono stati solo leggermente più clementi nei confronti della madre, condannata a una detenzione di 3 anni e 3 mesi, così come a una pena pecuniaria con la condizionale di 170 aliquote giornaliere di 30 franchi.

La vicenda - I due adulti - quasi 35 anni lui e 72 lei - sono stati ritenuti colpevoli di truffa per mestiere: la madre ha infatti sfruttato il meccanismo della truffa con promessa di matrimonio, mentre il figlio si è avvalso della versione digitale della medesima frode, ossia della cosiddetta "truffa dell'amore".

Tra il 2016 e il 2018, il duo ha venduto più volte fotografie, di stampo pornografico e protette dal diritto d'autore, online attraverso le chat. Al figlio è stato attribuito dal giudice il ruolo di "forza motrice" dell'operazione illegale ed è stato quindi accusato di violazione a titolo professionale dei diritti della proprietà intellettuale, nonché di minacce e coazione nei confronti di una sua presunta concorrente.

Il 35enne è inoltre riuscito a sottrarre a un uomo più di 20'000 franchi, sempre grazie conversazioni private nel web: si spacciava per donna e riusciva a estorcere denaro dalla vittima, ovviamente ignara della situazione. La madre si è fatta versare da due altri uomini rispettivamente 300'000 e 100'000 franchi, promettendo loro di sposarli in futuro. Il figlio è stato accusato di complicità in relazione a quest'ultima vicenda.

L'imputato è stato riconosciuto colpevole anche di frode ai danni dell'assicurazione. Entrambi sono stati condannati per frode all'assicurazione sociale e nel pignoramento, nonché falsificazione di documenti. La sentenza è stata pubblicata oggi ma non è ancora passata in giudicato.

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