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SVIZZERA

Venduti oltre 400 certificati Covid falsi: istruttore di fitness finisce in carcere

L’uomo è stato condannato a 20 mesi di detenzione.
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Venduti oltre 400 certificati Covid falsi: istruttore di fitness finisce in carcere
L’uomo è stato condannato a 20 mesi di detenzione.
WINTHERTHUR (ZH) - In soli 4 mesi, ha realizzato un profitto illecito di oltre 25mila franchi grazie ai certificati fasulli di vaccinazione Covid. È finito davanti al Tribunale di Winterthur un istruttore di fitness di 39 anni ed ex allenatore...

WINTHERTHUR (ZH) - In soli 4 mesi, ha realizzato un profitto illecito di oltre 25mila franchi grazie ai certificati fasulli di vaccinazione Covid. È finito davanti al Tribunale di Winterthur un istruttore di fitness di 39 anni ed ex allenatore di hockey. 

La vicenda è riportata dalla NZZ. In aula, lo svizzero, convinto no vax, segnalato anche come consumatore abituale e venditore di sostanze dopanti, ha confessato che, durante la pandemia, a ottobre 2021, aveva cercato per sé un documento falso. Tramite i suoi colleghi, è riuscito a entrare in contatto con un uomo di nome “Jasin”, il quale gli ha fornito un certificato vaccinale per 750 franchi. L’istruttore ha deciso però di non fermarsi e ha acquistato documenti anche per i componenti della sua famiglia, compresa la sua compagna, impiegata peraltro in una casa di riposo. A quel punto, fiutata la possibilità di fare profitto, l’uomo ha comprato centinaia di certificati per poi rivenderli ad altri no vax con un sovrapprezzo di 100 franchi. Al momento dell’arresto, a febbraio 2022, aveva venduto oltre 400 “pezzi di carta”.

Rispondendo alle domande del giudice Oehler, l'imputato si è mostrato pentito. A posteriori, si è anche reso conto di aver esposto persone sane a un rischio. «Volevo continuare a fare la mia vita e, allo stesso tempo, non volevo vaccinarmi». Accanto a questo aspetto, l’istruttore ha ammesso d’aver «consumato e distribuito sostanze dopanti come clenbuterolo, testosterone, stanozololo». Una pratica definita «comune» nel suo ambiente.

Pena detentiva di 20 mesi

In vista del processo, il pubblico ministero e l'avvocato difensore hanno concordato una pena di 20 mesi di reclusione con la condizionale, e un periodo di prova di due anni. I 25’000 franchi di profitto saranno confiscati come proventi del reato. Un accordo che ha trovato il placet del giudice, che lo ha “trasformato” nel suo verdetto.

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