Lettore 20 Minuten
VAUD
16.09.2020 - 08:370
Aggiornamento : 15:56

Problemi psichiatrici dietro al delitto: «Non aveva tutte le rotelle a posto»

Diversi conoscenti dipingono un cupo identikit del presunto assassino di Morges: «Delirava spesso ed era tormentato»-

Il caso del giovane curdo-svizzero è ora nelle mani dell'MPC. Un amico di vecchia data: «Aveva un posto fisso in una clinica psichiatrica. Qualcuno a Berna o Losanna non ha fatto bene il proprio lavoro».

Fonte Abdoulaye Penda Ndiaye / 20 minutes
elaborata da Adriano De Neri
Giornalista

LOSANNA - L'uomo di 26 anni sospettato di aver ucciso un 29enne portoghese a Morges, lui lo conosceva bene. I due erano amici di vecchia data. E il cinquantenne, originario dei Balcani, non sembra essere troppo sorpreso di quello che è successo sabato sera. «Da tempo aveva un posto fisso in una clinica psichiatrica, ed era pure stato incarcerato preventivamente». Una volta rilasciato, però, ecco accadere il dramma. L'uomo, che si è confidato con 20 minutes, ritiene che qualcuno tra le autorità cantonali e federali non abbia fatto bene il proprio lavoro. L'identikit che fa del presunto assassinio è infatti abbastanza cupo. «Ricordo un ragazzo ombroso. Tormentato. Uno che fumava spesso l'erba e che talvolta delirava».

«Allah mi dice una cosa, Satana il contrario» - Deliri che il giovane svizzero di origini curde ripeteva spesso davanti a una stazione dei mezzi pubblici nella regione losannese. «Parlava sovente da solo. Ripeteva sempre la stessa litania: "Allah mi chiede di fare così, e Satana mi domanda di fare il contrario. Cosa devo fare?". Una notte del 2019, forse esasperato da quelle voci, ha dato fuoco a una stazione di servizio a Prilly dove trascorreva le sue giornate. «Per un eccesso di velocità rischi la prigione, mentre uno come lui è stato lasciato libero. Il risultato? Un innocente ha perso la vita», sottolinea irato il 50enne.

Anche una commerciante di quel quartiere, che conosceva l'uomo arrestato su cui ora indaga l'MPC, descrive una persona che non aveva «tutte le rotelle al loro posto». Anche se, secondo lei, non sembrava un tipo pericoloso. «Veniva a comprare la Coca Cola tutti i giorni e stava fermo per ore e ore a quella fermata. Anche d'estate, con più di 30 gradi, indossava un maglione pesante e stava al sole».

Un suo vecchio compagno di scuola lo descrive invece come «un solitario che passava tutto il suo tempo a fumare canne», mentre suo padre non ha più contatti con lui da tempo. «Non avevo notizie di mio figlio dal 2019», spiega triste a 20 minutes. «Dei poliziotti sono venuti a cercarlo a casa mia domenica e io ho detto loro che era passato più di un anno dall'ultima volta che l'ho visto e non avevo nessun'idea di dove fosse».


YouTube

Facebook

Instagram

Linkedin

Twitter


Copyright © 1997-2020 TicinOnline SA - Tutti i diritti riservati
IMPRESSUM - DISCLAIMER - SEGNALACI - COMPANY PAGES
Disposizioni sulla protezione dei dati  -   Cookie e pubblicità online  -   Diritto all'oblio


Ultimo aggiornamento: 2020-09-23 01:45:55 | 91.208.130.86