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POLCA GR/20M
Al via oggi il processo, sul banco degli imputati un uomo (classe 1977) che, per quanto riguarda i delitti stradali, ha già diversi precedenti.
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GRIGIONI
02.04.2019 - 17:400
Aggiornamento : 26.10.2021 - 08:51

A processo l'uomo che da sballato investì una 26enne: «Non deve guidare mai più»

Dopo una serie di sorpassi azzardati, e almeno un paio di canne, centrò in pieno una giovane scooterista uccidendola. L'accusa chiede 6 anni di carcere

COIRA - F.P.* aveva nel sangue un alto tenore di Thc quando, quel 18 gennaio 2017, aveva centrato in pieno uno scooter.

All'origine della collisione una serie di sorpassi sulla cantonale che collega Domat/Ems (GR) a Coira. La conducente del veicolo a due ruote, una ragazza di 26 anni di nome Larissa Caviezel, dopo un volo di 43 metri aveva perso la vita per le ferite riportate.


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L'Audi, prima di colpire lo scooter, aveva effettuato un doppio sorpasso e viaggiava ben al di sopra del limite di velocità.

Oltre all'evidente stato di alterazione, l'uomo stava guidando la sua Audi a 115 km/h in zona limite 80. «Ero in ritardo, volevo essere a casa il prima possibile da mia moglie e mia figlia», ha raccontato lui oggi in tribunale confessando poi «questi anni per me sono stati un inferno».

Per il giudice però resta incomprensibile la sua avventatezza alla guida, come poi rincalzato dal pubblico ministero: «Ha effettuato sorpassi in serie, sconfinando nell'altra corsia per un tempo incredibilmente lungo». Alla fine «la voglia di mostrare la sua superiorità stradale si è tradotta in tragedia».


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Lo scooter e la ragazza sono stati trovati a circa 43 metri dal luogo dell'impatto. La giovane è deceduta sul posto in seguito alle ferite riportate.

Per questo l'accusa chiede una pena detentiva di 6 anni di carcere e 60 aliquote da 90 franchi per omicidio con dolo eventuale, violazione grave delle regole del traffico e guida in stato alterato. La difesa, invece, chiede 16 mesi sospesi ed eventualmente una multa. Una proposta che lascia i famigliari e il loro legale increduli: «Una pena con la condizionale sarebbero uno schiaffo in faccia, quell'uomo non deve guidare mai più», ribadisce l'avvocato. 

L'uomo, classe 1977 e di origini italiane, ha una lunga storia di incidenti stradali alle spalle e 4 ritiri di patente. Nel 1997 riceve una rendita AI del 100% per gli infortuni riportati in seguito a un incidente d'auto. Questo non gli ha impedito di partecipare già nel luglio del 2002 a una gara a bordo di una fiammante Bmw.

Durante i colloqui e la perizia psichiatrica ha sempre negato ogni responsabilità, scaricando invece la colpa sul destino «è tutta una serie di sfortunate coincidenze» e pure sulla vittima: «Non sarebbe successo se fosse stata più attenta». 


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Il padre della vittima, Heinz Caviezel, intervistato da 20 Minuten fuori dal tribunale: «Mi aspetto dalla giustizia un segnale forte, e la pena massima»

Non ci sta Heinz Caviezel, padre della ragazza che in tribunale ha voluto sfogarsi così: «Per noi quel 18 gennaio è cambiato tutto, la scomparsa di nostra figlia è stato un dolore immenso. Ma ci fa ancora più male vedere come chi l'ha uccisa non mostra nessun pentimento, né dispiacere per quanto è successo». Lui si augura quindi un segnale forte dalla giustizia e la pena massima.

Dopo aver sentito le sue parole parole l'imputato ha voluto chiedere scusa: «Non voglio incolpare nessun altro, è colpa mia. Mi dispiace, ma non ho il potere di tornare in dietro e cambiare le cose».

Il verdetto è atteso per mercoledì in serata. 

*nome noto alla redazione

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Ultimo aggiornamento: 2022-01-22 22:13:11 | 91.208.130.87