Heidi.news denuncia le troppo facili misure intimidatorie contro i media

GINEVRA - Heidi.news, sito di informazione e giornalismo investigativo con sede a Ginevra, confrontato a una valanga di 39 provvedimenti superprovvisionali a seguito di un articolo riguardante l'acquisizione della filiale svizzera della banca russa Sberbank, soggetta a sanzioni internazionali, denuncia la facilità con cui in Svizzera è possibile adottare misure intimidatorie nei confronti dei media. Ha lanciato una petizione per difendere la libertà di stampa e impedire le azioni legali intimidatorie.
«Questa ghigliottina procedurale grava su ogni redazione», lamenta Heidi.news, che sottolinea come sia la radiotelevisione pubblica romanda RTS, sia i quotidiani Le Temps e Blick sia Gotham City (gothamcity.ch), sito specializzato in casi giudiziari che riguardano la piazza economica e finanziaria svizzera, siano state recentemente oggetto di tali misure.
«Questi (39) provvedimenti superprovvisionali (misure che un giudice può ordinare in via cautelare immediatamente e senza sentire la controparte) sono una specialità svizzera (...). Adottate su così vasta scala, hanno ovviamente lo scopo di far gravare un onere sproporzionato sulle redazioni e di imbavagliarle», denuncia il caporedattore di Heidi.news Serge Michel nella newsletter del suo media, pubblicata l'altro ieri.
Il media ritiene di non aver «pubblicato assolutamente nulla che violasse la legge o la deontologia professionale» e intende difendersi «con le unghie e con i denti» in tribunale. Sono in programma nove udienze tra maggio (oggi le prime due) e giugno.
Il media ginevrino ritiene che «il problema vada oltre questo articolo e il caso di Heidi.news». Deplora che la modifica del Codice di procedura civile, approvata nel 2022 dalle Camere federali e riguardante le misure nei confronti dei media, abbia dato «il via libera politico a tutti coloro che vogliono mettere a tacere i giornalisti e i loro avvocati». Una prospettiva che «favorisce l'autocensura e distoglie i giornalisti dalla loro missione primaria», ovvero la ricerca della verità.
La petizione chiede l'elaborazione di una «legge svizzera anti-SLAPP», ovvero una norma contro cause intimidatorie (SLAPP è acronimo di Strategic lawsuit against public participation, letteralmente azione legale strategica contro la partecipazione pubblica). Heidi.news ricorda che leggi di questo tipo sono in fase di elaborazione nel Regno Unito e in diversi altri paesi europei. «Il diritto svizzero non deve diventare uno strumento di intimidazione al servizio di chi ha i mezzi per intentare una serie di procedimenti».



