L'OMS in assemblea: «La ristrutturazione è completa»

Sul fronte della gestione delle emergenze sanitarie, resta mancante il documento relativo alla condivisione dei dati sugli agenti patogeni
GINEVRA - Si è aperta questa mattina la settantanovesima assemblea generale dell'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS). L'incontro arriva a poco più di 24 ore dalla dichiarazione di una nuova emergenza sanitaria internazionale legata all'epidemia di ebola nella Repubblica Democratica del Congo.
Numerosi i temi sul tavolo dei delegati: dal piano pandemico alla riorganizzazione dell'agenzia e delle sue modalità di finanziamento. Quest'ultimo è il tema più urgente, dopo l'uscita degli Stati Uniti. «Come tutti sapete, l'OMS ha attraversato un periodo difficile a causa di improvvisi e ripidi tagli ai nostri finanziamenti», ha affermato il direttore generale Tedros Adhanom Ghebreyesus, che, tuttavia, ha rassicurato: «Ora abbiamo completato il processo di ristrutturazione. Abbiamo raggiunto una posizione di stabilità e stiamo andando avanti con determinazione e fiducia».
Il processo è stato lungo, ha ricordato il direttore generale. Dopo un forte sbilanciamento nelle modalità di finanziamento dell'agenzia, nel 2022 l'assemblea generale ha adottato un innalzamento delle quote dovute dai singoli Stati membri fino a raggiungere almeno il 50% del budget complessivo in 5 rate complessive.
«Se le prime due rate non fossero state versate, l'impatto del taglio dei finanziamenti dell'anno scorso sarebbe stato molto peggiore», dice Ghebreyesus. Sono stati necessari tagli dolorosi al personale e all'attività dell'OMS, ha sottolineato, ma l'agenzia per il momento è al sicuro e il 90% del budget per il biennio in corso è finanziato. Resta un 10%, per il quale il direttore generale richiama all'impegno gli Stati membri.
Sul fronte della gestione delle emergenze sanitarie, dopo la riforma del regolamento sanitario internazionale di due anni fa, lo scorso anno è stato adottato l'accordo pandemico. Resta un ultimo tassello: il documento relativo alla condivisione dei dati (e i materiali) sugli agenti patogeni (il Pathogen Access and Benefit Sharing System o Pabs) per il quale al momento non c'è l'accordo. «Speravamo tutti che i negoziati si concludessero in tempo - ha concluso - per consentire l'adozione del Pabs in questa assemblea. Non è ancora successo, ma sono fiducioso che accadrà».



