Bisogna attivarsi per garantire la produzione munizioni

A chiederlo è una mozione degli Stati adottata oggi in forma modificata dal Consiglio nazionale. La Camera del popolo, rispetto ai "senatori", non vuole puntare unicamente sullo specialista SwissP Defense (ex Ammotec).
BERNA - È necessario stipulare accordi con i produttori di munizioni per garantire l'approvvigionamento dell'esercito.
È quanto chiede una mozione degli Stati adottata oggi in forma modificata dal Consiglio nazionale per 177 voti a 73. Il dossier ritorna alla Camera dei Cantoni.
La Camera del popolo, rispetto ai "senatori", non vuole puntare unicamente sullo specialista SwissP Defense (ex Ammotec).
La vendita di Ammotec, nata dalla scissione di Ruag, alla società italiana Beretta era stata approvata dal Parlamento nel 2021. Beretta si era impegnata a mantenere la produzione di munizioni nel sito di Thun (BE) per cinque anni. Ora, in una situazione economica difficile, questo sito è minacciato. L'azienda italiana sta valutando la possibilità di interrompere la produzione o di spostarla all'estero.
Nella sua mozione, il consigliere agli Stati Werner Salzmann (UDC/BE) chiede al Consiglio federale di concludere una cooperazione strategica in materia di armamenti con SwissP, al fine di impedire la delocalizzazione della società, mantenendo in questo modo la produzione di munizioni nella Confederazione. A parere del "senatore" bernese, ne va della sicurezza del Paese.
A posteriori, la vendita di Ammotec è stata un "grave errore" alla luce dell'evoluzione geopolitica degli ultimi anni, ha ammesso a nome della commissione Nicole Barandun (Centro/ZH). Per questo è "urgente agire", perché è più semplice far rimanere un'azienda in Svizzera che riportarla in patria una volta che è partita.
Tuttavia, impedire la partenza di SwissP non è sufficiente per raggiungere questo obiettivo. La Camera del popolo ha quindi ampliato la richiesta della mozione. Una cooperazione in materia di armamenti deve essere presa in considerazione non solo con SwissP, ma anche con Saltech.
Quest'ultima ditta, con sede a Soletta, trasferirà parte della sua produzione in Ungheria. Secondo il correlatore Jean-Luc Addor (UDC/VS) occorre mantenere in Svizzera non uno, ma almeno due siti di produzione di munizioni di piccolo calibro.
A nome di una minoranza, Fabian Molina (PS/ZH) ha sostenuto che la mozione è superflua. Il Dipartimento federale della difesa ha già avviato lavori in materia, al fine di esaminare come garantire la produzione nazionale di munizioni al minor costo possibile, ha sottolineato, sostenuto anche dal "ministro" della difesa, Martin Pfister, secondo cui sono allo studio diverse misure volte a migliorare la situazione, tra cui cooperazioni strategiche. Pfister ha tuttavia ammesso che la situazione è tesa e che occorre rafforzare l'industria degli armamenti. Al voto, però, il consigliere federale è stato sostenuto solo dalla sinistra e dai Verdi liberali.



