«Bisogna cooperare di più con l'Unione europea»

La Svizzera valuta una partnership di sicurezza con l'Ue ma esclude colloqui analoghi con la NATO.
BERNA - La Svizzera dovrebbe avviare negoziati per un accordo di partenariato in materia di sicurezza e difesa con l'Ue (Security and Defence Partnerships, SDP). È quanto prevede una mozione approvata oggi dal Consiglio nazionale per 127 voti a 63 (UDC).
Alla luce dei risultati che scaturiranno da tali colloqui esplorativi, il Governo dovrà elaborare un mandato negoziale e presentarlo alle Commissioni della politica di sicurezza e della politica estera.
Rispetto agli Stati, il Nazionale non vuole però condurre colloqui simili con la NATO, anche perché già dal 1996 esiste una cooperazione con l'Alleanza atlantica nell’ambito del Partenariato per la pace (PfP) e che gli obiettivi e i contenuti di tale cooperazione sono definiti in un accordo giuridicamente non vincolante. La NATO non offre inoltre un partenariato paragonabile all’SDP dell’UE.
Per la maggioranza del plenum, grazie a una più stretta collaborazione con Bruxelles la Svizzera potrebbe effettuare acquisti comuni di armamenti, risparmiando denaro. Potrebbe inoltre adottare una politica di sicurezza maggiormente orientata al continente europeo, ha spiegato a nome della commissione Fabian Molina (PS/ZH).
Una tale cooperazione consentirebbe anche di ridurre la dipendenza della Svizzera da paesi terzi, in particolare dagli Stati Uniti, nello spirito di una politica europea indipendente in materia di sicurezza e difesa.
Per i sostenitori della mozione, una cooperazione con l'UE non sarebbe contraria al diritto di neutralità, poiché riguarderebbe principalmente acquisti comuni. Contribuirebbe inoltre a rafforzare la capacità di azione della Svizzera in materia di politica di sicurezza nel contesto europeo, ha precisato il "ministro" della difesa Martin Pfister.
Contraria alla mozione, l'UDC, ha denunciato l'avvicinamento all'UE nel campo della sicurezza e della difesa. Walter Gartmann (UDC/SG) ha invitato, senza successo, i presenti a «non interferire nei conflitti altrui per il bene della popolazione. Un accordo di questo tipo ci spingerà prima o poi a diventare parte in causa».



