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Non gli curano la ferita perché è un paziente sieropositivo: boom di discriminazioni HIV

In Svizzera aumentano i casi di discriminazione verso persone con HIV, soprattutto nel settore sanitario. Cinque casi in Ticino lo scorso anno.
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Non gli curano la ferita perché è un paziente sieropositivo: boom di discriminazioni HIV
In Svizzera aumentano i casi di discriminazione verso persone con HIV, soprattutto nel settore sanitario. Cinque casi in Ticino lo scorso anno.

BELLINZONA/ZURIGO - C'è chi, in ospedale, si è visto negare la cura delle ferite dopo aver rivelato il proprio stato di sieropositività, e chi invece sul letto di una clinica si è visto affiggere il cartello "HIV" in barba alla privacy come se fosse un appestato da cui stare lontano. Questa è la realtà in Svizzera per molte persone colpite dal virus dell'Aids. Nonostante i progressi medici e decenni di sensibilizzazione, la discriminazione nei confronti delle persone con HIV continua a essere una realtà, con un incremento del 12% rispetto all’anno precedente. Questo è quanto emerge dal rapporto annuale sulla discriminazione 2025 dell’Aids-Hilfe Schweiz, che ha documentato 102 casi di discriminazione tra il 1 gennaio e il 31 dicembre 2025. In Ticino - ci è stato precisato - lo scorso anno sono stati segnalati cinque casi: uno presso uno studio medico, uno in uno studio dentistico, uno presso un centro massaggi e due nell'ambito del diritto del lavoro.

Aiuto Aids Svizzera, come ente di segnalazione a livello federale, raccoglie e documenta casi di discriminazione e violazioni della privacy che colpiscono le persone con HIV. In occasione della Giornata Zero Discriminazioni, il 1 marzo, l’organizzazione ha pubblicato il suo rapporto, sottolineando che la stigmatizzazione dell'HIV non è un fenomeno marginale, ma un problema sociale persistente.

La discriminazione nasce proprio in ospedale - Uno degli aspetti più allarmanti è il numero significativo di segnalazioni che si sono verificate nel settore sanitario, un ambito in cui ci si aspetterebbe professionalità, sicurezza e un approccio di fiducia. Le persone con HIV segnalano di aver subito rifiuti di trattamenti, misure di protezione eccessive e violazioni della privacy. La paura infondata di trasmissione e la mancanza di conoscenza riguardo alla non trasmissibilità del virus grazie a terapie efficaci continuano a generare discriminazioni. Un caso emblematico riguarda un paziente a cui è stata negata la medicazione dopo aver rivelato il suo stato HIV positivo, mentre in un altro caso è stato affisso un cartello ben visibile con la scritta "HIV" accanto al letto di un paziente.

«Oggi, chi vive con l'HIV e ha accesso a una terapia può considerare il virus non trasmissibile. Tuttavia, le persone con HIV continuano a subire stigmatizzazione e a incontrare incertezze, spesso proprio nei luoghi in cui cercano assistenza medica. Questo dimostra che il nostro lavoro è ancora lontano dall'essere concluso», ha dichiarato Andreas Lehner, direttore di Aiuto Aids Svizzera, che aggiunge: «Oggigiorno, le persone non muoiono più di AIDS, ma di comuni malattie legate all'età. Stimiamo che in Svizzera ci siano circa 17.500 persone sieropositive. Il numero in Ticino può essere stimato solo approssimativamente. Direi circa 500 persone. Tuttavia, si tratta di una stima molto approssimativa».

Paure sul mondo del lavoro - Anche nel contesto delle assicurazioni private, delle assicurazioni sociali e nel mondo del lavoro, emergono evidenti svantaggi strutturali. Le richieste di assicurazione vengono rifiutate o approvate solo con riserve, nonostante la buona salute degli individui. Inoltre, nel contesto lavorativo si verificano domande inammissibili sullo stato di salute e la diffusione di informazioni riservate. Queste esperienze non solo compromettono la sicurezza economica degli interessati, ma violano anche i loro diritti personali.

Aiuto Aids Svizzera, in collaborazione con le sue organizzazioni regionali, è riuscita a fornire supporto e interventi in molti casi. Tuttavia, l'analisi evidenzia che in Svizzera manca ancora una base legale completa per proteggere dalla discriminazione, rendendo spesso difficile o impossibile intraprendere azioni legali. Inoltre, molti casi di discriminazione non vengono segnalati, suggerendo l’esistenza di un alto numero di situazioni non documentate.



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