Spionaggio digitale e attacchi ibridi: gli 007 elvetici chiedono rinforzi

Il servizio segreto svizzero chiede più risorse per contrastare le minacce ibride e potenziare l'intelligenza artificiale.
BERNA - Per far fronte alle minacce attuali, soprattutto agli attacchi ibridi (disinformazione e guerra cyber), il Servizio delle attività informative della Confederazione (SIC) ha bisogno di più personale e più mezzi finanziari, soprattutto per colmare il gap tecnologico con altri servizi a livello in particolare di intelligenza artificiale (IA).
Finora, ha spiegato oggi ai media il responsabile dei servizi, Serge Bavaud, siamo riusciti a fornire prestazioni di qualità con i mezzi limitati a nostra disposizione. Tuttavia, per coprire tutti gli ambiti di interesse, per esempio dall'estremismo violento, al terrorismo e alla proliferazione, con la stessa intensità abbiamo bisogno senz'altro di più personale, circa un centinaio di persone, e più mezzi finanziari, ha spiegato Bavaud a quasi quattro mesi dal suo insediamento alla testa del SIC.
In particolare, Bavaud ha insistito sulla necessità di dotarsi di mezzi tecnologici all'avanguardia. Quello che spendono in poche ore le grandi imprese del settore, come Amazon o Meta, in IA, equivale al budget annuale del mio servizio (123 milioni di franchi), ha sottolineato. Tutti i maggiori servizi d'intelligence stanno investendo in questo campo, ha aggiunto il responsabile del SIC, secondo cui lo spionaggio digitale rappresenta una delle sfide maggiori, oltre al contrasto di quello tradizionale, ossia fisico.
Anche il quadro giuridico va aggiornato, ha sottolineato Bavaud. Da quando la legge attuale sui servizi d'informazione è entrata in vigore nel 2017, la situazione della minaccia è sensibilmente aumentata, in particolare per quanto attiene allo spionaggio e agli attacchi ibridi, ha fatto presente il capo degli "007" elvetici. Il SIC è insomma sotto pressione a causa delle richieste crescenti provenienti tanto dall'interno del Paese che dall'estero e cerca di rispondere, con i mezzi limitati a sua disposizioni, a tutte queste sollecitazioni.
Durante i primi 118 giorni dal mio insediamento, ha spiegato Bavaud, ho cercato il contatto sia con i collaboratori sia con i Cantoni, in particolare i comandanti delle varie polizie cantonali, visti i problemi emersi in un recente passato nel corso della profonda riorganizzazione avviata dal mio predecessore (Christian Dussey, n.d.r).
Ebbene, secondo Bavaud nel corso di questi mesi è stato possibile riallacciare i contatti coi Cantoni - dove operano un centinaio di impiegati del SIC - e migliorare l'ambiente interno al SIC grazie a una comunicazione sostenuta. A tale proposito, le fluttuazioni di personale si sono stabilizzate dopo l'emorragia degli anni scorsi. Per vedere se le cose sono veramente migliorate, Bavaud attende il sondaggio del personale previsto per settembre.
Ad ogni modo, il capo del SIC ha affermato di poter contare su collaboratori competenti e motivati, le cui prestazioni sono apprezzate anche dai partner esteri. Quanto alla riorganizzazione, che ha causato una certa "fatica" fra gli impiegati del suo servizio, quest'ultima dovrebbe essere portata a termine entro fine 2026.
Interrogato sulle minacce più importanti cui è esposto il Paese in questo momento, Bavaud ha citato la guerra ibrida, un mix di disinformazione, spionaggio e attacchi (cyber o con droni) alle infrastrutture sensibili, con cui si cerca di sfruttare le vulnerabilità dei Paesi che sostengono, per esempio, lo sforzo bellico ucraino contro la Russia.



