Un boscaiolo e un venditore di automobili incaricati della sicurezza antincendio

Dopo la tragedia della notte di Capodanno vengono alla luce lacune sempre più estese: erano stati effettuati poco più di un quinto dei controlli annuali richiesti per legge
Dopo la tragedia della notte di Capodanno vengono alla luce lacune sempre più estese: erano stati effettuati poco più di un quinto dei controlli annuali richiesti per legge
CRANS-MONTANA - Le indagini sulla tragedia avvenuta nella notte di Capodanno a Crans-Montana, che ha causato 41 decessi, stanno mettendo sempre più in luce importanti lacune nella protezione antincendio del cantone Vallese. L’ex responsabile della sicurezza di Crans-Montana, Siméon J., era formato quale boscaiolo e aveva fatto un corso di soli dieci giorni in materia di protezione antincendio, scrive la SonntagsZeitung.
Il suo successore, Christoph B., in precedenza venditore di automobili, aveva fallito l’esame obbligatorio di protezione antincendio prima di essere assunto nel 2024.
Invece dei circa 500 controlli annuali richiesti dalla legge, secondo il domenicale ne sarebbero stati effettuati soltanto 119. Durante le audizioni davanti al Ministero pubblico, i responsabili hanno invocato la mancanza di risorse umane e finanziarie, l’assenza di mansionari e un sistema informatico che sarebbe crollato nel 2022, causando la perdita di dati e documenti.
Il Cantone avrebbe impedito le chiusure - Secondo le dichiarazioni verbalizzate dell’ex responsabile della protezione antincendio, il Canton Vallese avrebbe inoltre impedito in più occasioni la chiusura di edifici particolarmente pericolosi. La SonntagsZeitung afferma di aver avuto accesso a questi verbali.
Siméon J. avrebbe dichiarato: «Quando ero in servizio a Crans-Montana e anche a Evionnaz, ho redatto perizie per ottenere la chiusura di edifici molto pericolosi, ma ci è stato rifiutato dal Cantone». Si trattava di edifici che ospitavano personale, «senza compartimentazioni tagliafuoco e senza alcun dispositivo di protezione antincendio».
Dopo la catastrofe avvenuta al Le Constellation, i controlli sono stati certamente rafforzati e un hotel è stato persino chiuso. Tuttavia, a oggi, non tutti gli edifici di Crans-Montana sono ancora conformi alle norme di protezione antincendio. Interrogato sul rispetto attuale delle prescrizioni da parte di tutte le strutture, Christoph B. ha dichiarato: «Alcuni le rispettano, altri no. Ma sono previsti dei termini per la messa a norma o per il deposito dei rapporti di sicurezza».
Il capo della sicurezza doveva anche tagliare i prati - Sembra che non esistesse alcun ambito di competenza chiaramente definito per i responsabili della sicurezza. Durante la sua audizione, Siméon J. ha dichiarato di non disporre di un mansionario, ma di assumersi numerosi compiti: esaminava i dossier delle nuove costruzioni e ispezionava immobili per rilasciare autorizzazioni per nuovi alloggi e locali commerciali, e controllava le numerose installazioni termiche presenti a Crans-Montana. «Ma dovevo anche tagliare i prati e occuparmi delle richieste di autorizzazione per i fuochi d’artificio», ha precisato l’ex responsabile della sicurezza.
Nonostante questi fatti, il cantone Vallese continua a opporsi ai tentativi di attribuirgli una corresponsabilità nelle mancanze dei controlli di protezione antincendio a Crans-Montana.




