«Non abbiamo i fondi per acquistare 36 aerei»

Il Dipartimento della difesa (DDPS) del consigliere federale Martin Pfister ha messo sotto stretta sorveglianza diversi progetti dell'esercito, tra cui l'acquisto degli F-35.
BERNA - Costi aggiuntivi, ritardi nelle consegne, carenza di personale: secondo una nuova valutazione, diversi grandi progetti di approvvigionamento dell'esercito "non sono in linea con i piani". Le ragioni sono diverse.
Il Dipartimento della difesa (DDPS) del consigliere federale Martin Pfister ha messo sotto stretta sorveglianza diversi progetti dell'esercito. "Non voglio indorare la pillola: non sono soddisfatto della situazione generale", ha dichiarato oggi ai media il vice segretario generale del DDPS, Robert Scheidegger. Sebbene vi siano innumerevoli progetti minori che non presentano problemi, siamo invece preoccupati per diversi progetti di grande portata.
Secondo l'attuale rapporto trimestrale della Confederazione, a non far dormire sonni tranquilli sono l'acquisto dei nuovi caccia F-35, l'acquisto dei sistemi di difesa aerea Patriot e la sostituzione del sistema di sorveglianza dello spazio aereo Florako, ormai obsoleto. Concretamente, la loro implementazione non è in linea con i tempi previsti; l'unità amministrativa responsabile non dispone delle competenze e dei mezzi necessari per ovviare a questa situazione,
Secondo Scheidegger, le cause sono in parte di natura storica: "Non possiamo cancellare alcuni errori commessi cinque anni fa". Scheidegger ha parlato in questo contesto di "peccati originali". Le carenze maggiori sono emerse nella progettazione, un aspetto di cui il DDPS è consapevole.
Molti dei problemi sono già di dominio pubblico. Nel caso dell'F-35 si tratta dei costi aggiuntivi, di importo ancora sconosciuto, richiesti dal produttore statunitense Lockheed Martin. Per quanto riguarda il sistema Patriot, ci sono ritardi nelle consegne a causa della guerra in Ucraina. "Non abbiamo informazioni affidabili su cosa riceveremo, quando e a quali condizioni", ha affermato sconsolato Scheidegger. La Svizzera non è "la prima scelta".
La soluzione del problema "non è nelle nostre mani", ha sottolineato l'alto funzionario, ammettendo che si tratta di "una situazione spiacevole". Il Consiglio federale, ha aggiunto, non ha ancora preso una decisione di principio sulle possibili alternative al sistema Patriot.
Il massimo realizzabile
Marco Forrer, da inizio aprile 2025 responsabile del programma di rinnovamento dei mezzi di protezione dello spazio aereo Air2030, ha tuttavia richiamato anche l'amministrazione alle proprie responsabilità. Nel caso della sostituzione del sistema Florako, ad esempio, la complessità del progetto è stata sottovalutata.
È emerso che, senza contromisure, sarebbero stati necessari costi di personale e tempi notevolmente superiori, si legge nel rapporto scritto. "Ottenere il massimo realizzabile in modo realistico" è ora il motto di Forrer.
Per quanto riguarda la sostituzione di Florako, ciò significa rinunciare, se necessario, ad alcune funzionalità. Una dozzina di collaboratori supplementari del DDPS lavoreranno ora al progetto per portarlo avanti.
Caccia, prezzo definitivo in sospeso
Scheidegger ha affermato di essere fondamentalmente dell'opinione che più soldi non risolvano i problemi. È necessario "portare avanti i progetti e sfruttare al meglio il quadro finanziario esistente". Che cosa ciò significhi concretamente per l'acquisto degli F-35 è ancora da vedere. "Non abbiamo i fondi per acquistare 36 aerei", ha affermato. Il Consiglio federale ha quindi due possibilità: acquistare meno caccia o richiedere un credito supplementare.
Tuttavia, non è ancora chiaro a quanto ammonterebbe tale credito. Finora la Svizzera ha negoziato un prezzo fisso solo per otto dei 36 aerei, hanno affermato diversi esperti durante la conferenza stampa. I prezzi per i restanti slot di produzione saranno fissati entro l'inizio del 2027. Solo allora sarà chiaro quanti aerei potranno essere acquistati con i sei miliardi di franchi approvati dal popolo.
Con un credito supplementare di 1,3 miliardi di franchi, dal punto di vista attuale si coprirebbero tutti i rischi, ha aggiunto Scheidegger. Si tratta però di una decisione politica che spetta al Consiglio federale, al Parlamento e, se necessario, al popolo. Il ministro della difesa Pfister ha annunciato che nei prossimi mesi saranno prese delle decisioni in merito.



