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I team svizzeri visitano i feriti dell'incendio di Capodanno all'estero

Entro il 30 gennaio sono stati visti i cittadini elvetici, o stranieri residenti, in cura nelle cliniche specializzate in Belgio, Germania, Francia e Italia
Imago
Fonte Ats
I team svizzeri visitano i feriti dell'incendio di Capodanno all'estero
Entro il 30 gennaio sono stati visti i cittadini elvetici, o stranieri residenti, in cura nelle cliniche specializzate in Belgio, Germania, Francia e Italia

BERNA - Le due squadre "Swiss Contact Team" (SCT) all'opera dal 21 gennaio hanno potuto visitare tutti i pazienti svizzeri ricoverati all'estero in seguito all'incendio di Capodanno a Crans-Montana. Lo rende noto oggi l'Ufficio federale della protezione della popolazione (UFPP) in un comunicato.

Entro il 30 gennaio sono stati visitati tutti i cittadini svizzeri, o stranieri residenti in Svizzera, in cura presso cliniche specializzate in Belgio, Germania, Francia e Italia. Attualmente si tratta di 19 cittadini svizzeri e di sei stranieri residenti nella Confederazione.

Il trasferimento è stato reso possibile dal processo dell'UE per eventi straordinari "Union Civil Protection Mechanism" (UCPM, meccanismo di protezione civile dell'Unione), che secondo l'UFPP "ha confermato la forza della solidarietà internazionale".

Gli SCT - composti da esperti nel campo del trattamento delle ustioni, della riabilitazione e con esperienza operativa della Croce Rossa Svizzera e del Corpo svizzero di aiuto umanitario (CSA) - hanno potuto verificare "gli straordinari sforzi compiuti per garantire la migliore assistenza medica possibile ai pazienti e la volontà di collaborare strettamente con la Svizzera", si legge nella nota. Viene giudicato positivamente pure lo scambio con gli istituti svizzeri (CHUV Losanna, Ospedale universitario di Zurigo e Ospedale pediatrico di Zurigo), oltre che il contatto con le famiglie.

Primi rimpatri a giorni - Alcuni ricoverati si trovano tuttora in condizioni critiche, mentre per altri si prospetta nei prossimi giorni il rimpatrio in Svizzera. La disponibilità dei nosocomi all'estero consente "di pianificare il rientro dei pazienti in un momento opportuno dal punto di vista terapeutico, garantendo il miglior trattamento possibile".

Il coordinamento a livello nazionale verrà effettuato dai centri ustionati nazionali, dai Cantoni in collaborazione con la Conferenza dei direttori cantonali della sanità (CDS), dalla Suva con le cliniche di riabilitazione di Bellikon (AG) e Sion, dall'Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP) e dall'UFPP nell'ambito della Rete nazionale per la medicina delle catastrofi KATAMED.

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