Assenze dal lavoro per malattia: 80 milioni di ore in più all'anno

A fornire il dato è l'Unione Sindacale Svizzera: «Raddoppiato anche il numero di chi cambia impiego per ragioni di salute»
ZURIGO - Ottanta milioni di ore in più all'anno: sono quelle relative alle assenze dal proprio posto di lavoro per malattia. È l'Unione Sindacale Svizzera (USS) a fornire il dato, chiedendo alla Confederazione e ai Cantoni misure più incisive relative alla protezione della salute. Il dato è rapportato al periodo precedente al Covid-19.
C'è anche un altro aspetto che emerge: il raddoppio della quota di lavoratori che decidono di cambiare impiego per ragioni di salute, come ricorda la co-direttrice del segretariato sindacale Gabriela Medici.
«Un terzo delle aziende stesse ammette che gli orari di lavoro lunghi o irregolari rappresentano un rischio psicologico. Tuttavia lo Stato si sta muovendo verso una liberalizzazione», ha aggiunto Medici.
L'USS si è inoltre opposta all'estensione del lavoro domenicale e all'allungamento delle giornate lavorative fino a 17 ore decise dal Consiglio nazionale. Viene ritenuto necessario assumere personale a sufficienza, stabilire orari garantiti di lavoro e riposo, così come applicare rigorosamente la protezione della salute, come previsto nel diritto del lavoro. L'USS sottolinea la drammaticità dell'aumento delle assenze dal lavoro per malattia: e rileva che «attualmente i datori di lavoro vengono controllati a cadenza ventennale. L'Unione chiede che in futuro le verifiche siano svolte ogni due anni».
I sindacati hanno pure sottolineato un'evoluzione insufficiente degli stipendi, chiedendo aumenti in particolare per le classi inferiori e medie, onde evitare una perdita di salario reale. La richiesta è che chiunque abbia completato un apprendistato dovrebbe poter vivere del proprio salario, guadagnando almeno 5'000 franchi al mese.



