Un test attitudinale, per diventare operatore pastorale

Nella fase pilota ne sono stati compiuti 72, sei dei quali in italiano
ZURIGO - Lo scorso anno la Chiesa cattolica ha avviato l'introduzione di test psicologici attitudinali scientificamente fondati per i futuri operatori pastorali. Nella fase pilota sono state effettuate complessivamente 72 valutazioni di idoneità in tutte le diocesi.
In seguito alla pubblicazione dello studio pilota sugli abusi sessuali nell'ambito della Chiesa cattolica in Svizzera a partire dalla metà del XX secolo, la Conferenza dei vescovi svizzeri (CVS), la Conferenza centrale cattolica romana della Svizzera (RKZ) e la Conferenza degli istituti di vita consacrata e delle società di vita apostolica in Svizzera (KOVOS) avevano annunciato, tra le varie misure, l'introduzione di un test psicologico attitudinale per i futuri operatori pastorali. A partire dalla fine di marzo 2025 - viene ricordato in un comunicato diramato oggi - i candidati al sacerdozio e i futuri operatori pastorali laici dovranno sottoporsi obbligatoriamente a questo test standardizzato.
Il processo consiste in tre fasi di valutazione specialistica - un test psicologico, un colloquio basato sulle competenze fondamentali necessarie per svolgere l'attività pastorale e un colloquio clinico-forense - svolte da esperti esterni, mentre in una quarta fase i responsabili della formazione conducono un colloquio di idoneità con i candidati sulla base delle tre relazioni elaborate dagli esperti.
Da aprile fino alla fine del 2025, la procedura sviluppata dal gruppo di lavoro guidato da Jérôme Endrass, responsabile Ricerca e Sviluppo presso l'Ufficio per l'esecuzione delle pene e il reinserimento del Canton Zurigo, è stata testata in una fase pilota, durante la quale sono stati effettuati 72 test psicologici attitudinali - 60 in tedesco, sei in francese e sei in italiano - in collaborazione con dieci esperti di psicologia/psichiatria forense e diagnostica del personale.
In singoli casi, i responsabili competenti hanno deciso, in base alle raccomandazioni degli esperti, di non proseguire la collaborazione con le persone valutate, viene spiegato. Oltre a identificare i candidati non idonei, il test psicologico attitudinale aiuta anche a definire gli obiettivi formativi dei singoli studenti. Le valutazioni sono quindi sia una misura preventiva contro gli abusi sessuali e spirituali, sia un elemento chiave nell'intero sviluppo del personale per gli operatori pastorali.



