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SVIZZERA

Lo slancio dei donatori di sangue, dopo Crans-Montana

Numerosi gli accessi ai centri trasfusionali, soprattutto romandi. Anche da parte di giovani che non l'avevano mai fatto prima
Depositphotos (lightpoet)
Fonte 20 Minutes
Lo slancio dei donatori di sangue, dopo Crans-Montana
Numerosi gli accessi ai centri trasfusionali, soprattutto romandi. Anche da parte di giovani che non l'avevano mai fatto prima

SION - I centri trasfusionali della Svizzera romanda sono stati presi d'assalto, sull'onda emotiva della tragedia di Crans-Montana.

La responsabile della comunicazione della Croce Rossa svizzera per Vaud e Vallese, Véronique Coppey-Uster, conferma ai colleghi di 20 Minutes: «Tutte le nostre raccolte sono piene fino a inizio febbraio. Abbiamo assistito a un afflusso massiccio di donatori, tra cui molti giovani alla prima donazione, ossia ragazzi di 18-20 anni». Stessa situazione al Servizio regionale neocastellano e giurassiano di trasfusione sanguigna, secondo ArcInfo.

Anche agli Ospedali universitari di Ginevra (HUG) sono stati riscontrati numerosi accessi - pur in assenza di un appello alla donazione. «Le persone hanno voluto fare qualcosa, essere attive, esprimere la propria solidarietà» ha affermato Anne-Laure Roudaut, responsabile della comunicazione dell’istituto di cura.

Lo slancio di solidarietà ha colpito positivamente la direttrice del servizio di trasfusione sanguigna della CRS, Christine Gabella. Coppey-Uster aggiunge: «La vostra donazione nei prossimi mesi sarà altrettanto importante. Questo per garantire un approvvigionamento continuo degli ospedali, in particolare per il proseguimento delle cure delle vittime di ustioni».

Una distribuzione nel tempo delle donazioni è essenziale, considerata la durata di vita limitata dei prodotti sanguigni: si parla di 42 giorni per i globuli rossi e 7 giorni per le piastrine. L'invito è di riservare già ora donazioni nelle prossime settimane, così da permettere alle strutture di spalmare le richieste nel tempo e impedire sovraccarichi temporanei, come quelli che sono stati riscontrati negli scorsi giorni.

Prima delle feste natalizie erano stati proprio gli HUG a lanciare l'allarme per la criticità delle scorte di sangue. Oggi l'emergenza è rientrata, tranne che per il gruppo B.

In Ticino, come già riferito dalla RSI, si è assistito a qualcosa di simile. Al Centro Trasfusionale di Lugano si sono presentate più persone del solito. «I donatori hanno risposto molto bene», ha dichiarato Mauro Borri, direttore operativo del Servizio Trasfusionale della Svizzera italiana. Uno slancio di generosità che ha coinvolto vecchi e nuovi donatori. Sacche di sangue o plasma non sono state richieste alle strutture ticinesi, ma ogni donazione è bene accetta. Al momento, stando al Barometro della donazione di sangue della Svizzera italiana, la scorta di sangue è bassa per i gruppi 0+, 0-, A+ e A-. È nella norma per il gruppo B+ e alta per AB+, AB- e B-.

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