Pacchetto sgravi 27: agire sulle uscite, non sulle entrate

"No" anche all'aumento delle imposte sui prelievi in capitale del secondo e del terzo pilastro, proposto dal governo
BERNA - Il bilancio della Confederazione va alleggerito esclusivamente attraverso il contenimento delle uscite e non con nuove entrate. Lo ha deciso oggi il Consiglio nazionale bocciando le proposte di nuovi dazi o aumenti d'imposta.
Il Nazionale ha così respinto la proposta di introdurre nuovi dazi d'importazione nel settore agroalimentare per un importo di 131 milioni di franchi. Come spiegato ieri da Jacques Nicolet (UDC/VD), il nuovo balzello «finirebbe ancora una volta per gravare sugli agricoltori e sui consumatori, che sarebbero chiamati a sostenerne il costo».
Inutili le obiezioni di Pius Kaufmann (Centro/LU), secondo cui le maggiori entrate avrebbero contribuito a garantire nel lungo periodo la sicurezza alimentare della Svizzera e la competitività dell'agricoltura nazionale. Più in generale, la camera ha respinto diverse proposte di risparmi nel settore agricolo.
"No" anche all'aumento delle imposte sui prelievi in capitale del secondo e del terzo pilastro proposto dal governo. Viola il principio della buona fede, ha sostenuto Lars Guggisberg (UDC/BE): «Non si può promettere per tutta la vita una certa tassazione della previdenza ai cittadini laboriosi e poi aumentarla all’ultimo momento», ha sostenuto.
Bocciate infine anche l'introduzione di nuove imposte su tabacco e alcol. Come sottolineato da Damien Cottier (PLR/NE) lo scopo del pacchetto di sgravi non è introdurre nuove tasse, bensì di contenere meglio la spesa.
Il Consiglio nazionale ha anche respinto l'introduzione, a partire dal 2027, della garanzia statale di liquidità (Public Liquidity Backstop, PLB) per le banche di rilevanza sistemica. Secondo la proposta, le finanze federali sarebbero state sgravate di 140 milioni di franchi all'anno, poiché le banche sistemiche avrebbero dovuto versare un contributo forfettario per compensare il rischio assunto dalla Confederazione.
I "no" sono giunti sia da destra, che non voleva accelerare l'introduzione del PLB, sia da sinistra, che riteneva la misura insufficiente. Il meccanismo sarà comunque ancora discusso in un dibattito separato.
I dibattiti proseguono.



