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GRIGIONI

«Guardiamo con un occhio molto critico a questi Giochi»

Opinioni critiche da parte della politica retica a riguardo di "Switzerland 2038"
Depositphotos (vverve)
Fonte Ats
«Guardiamo con un occhio molto critico a questi Giochi»
Opinioni critiche da parte della politica retica a riguardo di "Switzerland 2038"

COIRA - Il ritorno dei Giochi olimpici invernali in Svizzera, dopo 90 anni di assenza, non convince tutti nel Canton Grigioni. Negli ultimi 46 anni la popolazione ha bocciato per ben tre volte i crediti necessari per ospitare le gare olimpiche in terra retica.

«Guardiamo con un occhio molto critico a questi Giochi», ha affermato la granconsigliera dei Verdi Grigioni, Anita Mazzetta, ai microfoni della RSI. «Dobbiamo vedere i progetti concreti, perché oggi si fanno promesse che normalmente non si possono mantenere».

Il progetto presentato questa settimana, che include anche le paralimipiadi, prevede competizioni in tutto il Paese. Nei Grigioni sono previste le gare di biatlhon a Lenzerheide, sci freestyle e snowboard a St. Moritz e Silvaplana, bob, slittino e skeleton a Celerina e St. Moritz. Proprio questa località engadinese ospitò per l'ultima volta i Giochi olimpici invernali in Svizzera nel 1948.

Utilizzare l'infrastruttura già esistente - Il Governo retico sostiene invece l'idea di "Switzerland 2038". «È un progetto decentralizzato e questo è un approccio molto importante», ha detto il Consigliere di Stato, Marcus Caduff, aggiungendo che i Giochi si basano su un'infrastruttura già esistente. Di conseguenza i costi dovrebbero essere contenuti.

La Conferenza dei direttori cantonali dei giochi in denaro (CDGD) ha preso una decisione di principio per un finanziamento fino a 60 milioni di franchi per i Giochi paralimpici. Il contributo richiesto alla Confederazione ammonta a 130 milioni per i Giochi olimpici e a 60 milioni per i Giochi paralimpici, completato dai contributi di Cantoni e Comuni.

Malgrado ciò la granconsigliera Anita Mazzetta non è convinta: «È quello che hanno detto anche prima, quando hanno voluto i Giochi olimpici in Italia. Hanno affermato che ci sarebbero stati zero costi mentre adesso vediamo che ci sono spese di miliardi di euro per le infrastrutture».

I tre "no" grigionesi ai Giochi olimpici - Le Olimpiadi sono un tema ricorrente nei Grigioni. Nel 1980 erano due le candidature cantonali: St. Moritz e Davos come pure Coira e dintorni. Oltre il 70% della popolazione bocciò il credito di dieci milioni di franchi per l'edizione invernale dei Giochi del 1988.

Nel 2013 il "no" fu meno netto. Quasi il 53% dei votanti bocciò la candidatura alle Olimpiadi invernali 2022. Le gare si sarebbero tenute principalmente a Davos e a St. Moritz. Pochi anni più tardi, nel 2017, la fiamma olimpica si spense nuovamente alle urne. Il 60% dei cittadini aventi diritto di voto rifiutò il credito per la candidatura alle Olimpiadi invernali 2026, che si terranno a pochi chilometri dal confine grigionese, ovvero in Lombardia.

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