Per gli svizzeri i social «sono più una minaccia che un'opportunità»

La maggioranza degli interpellati in un sondaggio svolto da Marketagent è favorevole all'introduzione di un limite d'età legale e a un rafforzamento del quadro normativo.
La maggioranza della popolazione svizzera considera le reti sociali ("social network") più una minaccia che un'opportunità. È quanto emerge da un sondaggio realizzato da Marketagent e pubblicato oggi.
La maggior parte dei 1'001 partecipanti all'inchiesta si è detta favorevole all'introduzione di un limite di età legale e a un rafforzamento del quadro normativo per l'utilizzo dei social.
L'83% degli intervistati sostiene ad esempio l'introduzione di un'età minima legale. La misura è sostenuta anche dai giovani (l'81% dei 14-19enni). L'età minima auspicata si attesta in media sui 15 anni.
Secondo il direttore generale di Marketagent, Roland Zeindler, questi risultati dimostrano che per molti un limite di età legale rappresenta un passo fondamentale per una protezione efficace di bambini e adolescenti e per un uso più responsabile dei social.
Per quanto riguarda il rispetto delle regole, la responsabilità ricade principalmente sui genitori, secondo la percezione degli intervistati. Molto minore, invece, quella attribuita alle piattaforme stesse o allo Stato.
Alla base di questa attribuzione di responsabilità vi è una percezione fortemente critica dell'impatto dei social media sui più giovani: per gli intervistati, infatti, i rischi per bambini e adolescenti superano nettamente i benefici.
Elementi positivi come la partecipazione sociale e la comunicazione, l'acquisizione di competenze digitali o l'accesso alla conoscenza e all'istruzione risultano ampiamente oscurati da pericoli quali molestie sessuali, consumo eccessivo, dipendenza o cyberbullismo.
Tra le piattaforme ritenute più problematiche per i giovani, TikTok risulta nettamente al primo posto, seguita da Snapchat e Instagram, che nel sondaggio ottengono valutazioni pressoché equivalenti.



