«La popolazione si oppone a una ripresa dei progetti di ampliamento autostradale»

A dirlo è un sondaggio dell'ATA: «Il consiglio federale deve rispettare il "No"».
BERNA - Un anno dopo la votazione sull’ampliamento delle autostrade, l’ATA ha incaricato l’istituto Demoscope di realizzare un sondaggio rappresentativo. Il risultato, a detta dell'associazione, «è inequivocabile: il fatto che il Consiglio federale abbia rimesso sul tavolo i progetti rifiutati è giudicato antidemocratico dal 58% delle persone interrogate». Non ci sono differenze significative tra la Svizzera tedesca e la Romandia, né tra le zone rurali e quelle urbane.
«Il chiaro no della popolazione all’ampliamento delle autostrade è confermato dai risultati evidenti del sondaggio», dichiara Thomas Ruckstuhl, vicepresidente dell’ATA Svizzera. «La popolazione vuole una vera transizione nei trasporti e s’impegna per una politica della mobilità incentrata sui trasporti pubblici, i percorsi pedonali e ciclabili, piuttosto che sulle autostrade».
Anche i risultati del sondaggio «lo confermano: circa il 60% delle persone intervistate desidera che la crescita del traffico sia gestita attraverso lo sviluppo dei trasporti pubblici e delle infrastrutture per i pedoni e la bici, piuttosto che attraverso ampliamenti autostradali. Questa tendenza rafforza la rivendicazione dell’ATA per una politica della mobilità orientata al futuro, che metta al centro il clima, l’ambiente e la qualità della vita».
Priorità ai trasporti pubblici, meno alle autostrade - Anche le priorità in materia d’investimenti sono chiare: il 60% delle persone intervistate desidera maggiori risorse per i trasporti pubblici, contro solo il 24% per le autostrade. È perciò chiaro che una quota più importante dei fondi del Fondo per le strade nazionali e il traffico d’agglomerato (FOSTRA) dev’essere destinata alle soluzioni sostenibili dei programmi di agglomerato, piuttosto che a progetti autostradali che non raccolgono la maggioranza dei consensi.
Per l’ATA una cosa è certa: «Il Consiglio federale deve rispettare il no all’ampliamento delle autostrade nelle prossime tappe del dossier "Trasporti ‘45". Qualsiasi pianificazione futura deve tener conto di questo chiaro verdetto a favore di un cambiamento di rotta e contro un aumento delle capacità autostradali».



