Diventa virale lanciarsi dal ponte nel fiume. Autorità preoccupate

Un tuffo da 18 metri nel Reno scatena polemiche online. Protagonista un atleta tedesco di parkour.
Un tuffo da 18 metri nel Reno scatena polemiche online. Protagonista un atleta tedesco di parkour.
BASILEA - Un salto spettacolare, ma anche estremamente pericoloso e vietato. Un uomo prende la rincorsa dal centro del ponte Dreirosenbrücke, a Basilea, scavalca la balaustra e si lancia nel vuoto. Durante la caduta compie tre salti mortali prima di finire nel Reno, circa 18 metri più sotto. La scena, che gli esperti sconsigliano vivamente di imitare, sta facendo discutere il web.
L’episodio risale all’estate del 2024, ma a distanza di circa un anno e mezzo è tornato di attualità dopo la pubblicazione del video su Facebook. Le reazioni non si sono fatte attendere e sono in gran parte negative. Tra i commenti più frequenti spicca un giudizio lapidario: «Semplicemente stupido».
Protagonista dell’impresa è Jan Schlappen, all’anagrafe Jan Lange, atleta di parkour originario di Essen, in Germania. È conosciuto nell’ambiente grazie al canale YouTube «Freerunning Schlappen», che gestisce insieme ad altri quattro sportivi e che conta quasi 400 mila iscritti. I loro video raggiungono spesso milioni di visualizzazioni.
Il salto dalla Dreirosenbrücke fa parte di un filmato pubblicato su YouTube nel settembre 2024. In quell’occasione Schlappen e i suoi compagni partecipavano al World’s Parkour Family Camp, uno dei più longevi incontri internazionali di networking della scena parkour. Nel video si vedono diversi salti dal ponte, seguiti dall’intervento della polizia che invita il gruppo ad allontanarsi. Gli atleti si cimentano inoltre nel cosiddetto «Rocket Man».
Si tratta di un salto oltre la balaustra della Schifflände, una manovra estremamente audace resa celebre – e controversa – dal parkourista britannico Toby Segar.
Fascino e polemiche
Le esibizioni di parkour suscitano da sempre reazioni contrastanti. Da un lato c’è chi condanna le acrobazie giudicandole incoscienti e pericolose, dall’altro questi gesti attirano regolarmente l’attenzione di curiosi e appassionati.
Dietro l’apparente imprudenza, spiegano gli addetti ai lavori, si nascondono però allenamento intenso e preparazione accurata. «Quello che facciamo sembra sempre molto pericoloso, ma in realtà è altamente controllato», aveva dichiarato alla redazione il traceur Til Grehn, balzato agli onori della cronaca per un salto effettuato nella propria scuola.
Resta però un punto fermo: questi salti non sono autorizzati. Come ricorda il Cantone sul proprio sito ufficiale, tali acrobazie rappresentano un pericolo non solo per chi le compie, ma anche per terze persone. Una linea che, tra spettacolo e sicurezza, continua a far discutere.








