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SVIZZERA

«Se tornate dalle vacanze in Ticino, non portate a casa piante»

O semi, o frutti, o terra. È l'appello del Ministero tedesco dell'agricoltura per chi viaggia nel nostro cantone e nella vicina Lombardia. Il motivo? La paura del Colettoero Giapponese.
Tipress/UFAG
«Se tornate dalle vacanze in Ticino, non portate a casa piante»
O semi, o frutti, o terra. È l'appello del Ministero tedesco dell'agricoltura per chi viaggia nel nostro cantone e nella vicina Lombardia. Il motivo? La paura del Colettoero Giapponese.
ZURIGO - Non è affatto un segreto che i turisti tedeschi amano trascorrere le vacanze a sud del San Gottardo, tra le bellezze dell’Italia settentrionale e della Svizzera meridionale. Ma proprio da queste zone arriva ora un nuovo allarme fitosanita...

ZURIGO - Non è affatto un segreto che i turisti tedeschi amano trascorrere le vacanze a sud del San Gottardo, tra le bellezze dell’Italia settentrionale e della Svizzera meridionale.

Ma proprio da queste zone arriva ora un nuovo allarme fitosanitario. Il Ministero federale tedesco per l'alimentazione e l'agricoltura (BMLEH) tedesco mette in guardia i viaggiatori: «Niente piante, fiori, terra o semi nei bagagli al rientro in Germania», chiosano le autorità.

Il motivo? La diffusione del coleottero giapponese (Popillia japonica), un coleottero altamente invasivo e pericoloso per l’agricoltura, ormai presente in diverse regioni svizzere, tra le quali il Ticino, e il Norditalia.

«La priorità assoluta è proteggere le piante, la natura e i raccolti locali”» si legge in un foglio informativo diffuso dal Ministero, che invita a «ispezionare attentamente veicoli, bagagli e attrezzatura da campeggio prima di rientrare nel Paese».

Vorace e distruttivo - Originario dell’Asia orientale, lo scarabeo giapponese si nutre di oltre 400 specie vegetali, dalle colture ortofrutticole agli alberi ornamentali, rappresentando una minaccia concreta per la biodiversità e l’economia agricola. Sebbene la sua presenza in Germania non sia ancora diffusa, il rischio di introduzione tramite il traffico passeggeri o merci è considerato «molto elevato».

«Non portate in Germania fiori recisi, frutta o verdura da altri Paesi», ribadisce Berlino, sottolineando come le uova e le larve del coleottero possano annidarsi facilmente nel terreno trasportato inconsapevolmente da turisti o veicoli.

Ai vacanzieri, quindi è chiesta «massima attenzione e responsabilità», questo perché «il gesto semplice di portare con sé una pianta o un po’ di terra come souvenir può trasformarsi in un grave danno ecologico».

Un appello analogo, lo ricordiamo, era stato fatto anche da alcuni cantoni Oltregottardo sempre indirizzato a chi si recava in Ticino per le ferie.

«Solo con la collaborazione di tutti – conclude il Ministero – possiamo impedire che questo parassita si stabilisca anche sul nostro territorio».

Non solo in Ticino - Il parassita è già stato avvistato in diversi cantoni svizzeri, tra cui Basilea Città, Basilea Campagna, Svitto, Ticino, Vallese e Zurigo. A Kloten, nel Canton Zurigo, le autorità hanno persino vietato l’irrigazione dei prati, nel tentativo di limitare la proliferazione delle larve che vivono nel terreno umido.

Come riconoscerlo - Secondo l’Ufficio federale svizzero dell’agricoltura (UFAG), che ha recentemente lanciato un nuovo piano d'emergenza, il coleottero adulto misura 10-12 millimetri, ha elitre color rame metallico e presenta cinque ciuffi di peli bianchi su ciascun lato dell’addome, più altri due sul dorso.

Gli adulti sono visibili principalmente nei mesi estivi, tra giugno e agosto, mentre uova, larve e pupe si sviluppano nel suolo e richiedono analisi di laboratorio per essere identificate.

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