SVIZZERAFuga dati giustizia: si estende il procedimento penale

06.12.22 - 12:37
La vicenda è stata rivelata dalla stampa
20min/Ela Çelik
Fonte Ats
Fuga dati giustizia: si estende il procedimento penale
La vicenda è stata rivelata dalla stampa

ZURIGO - Si estende il procedimento penale avviato a Zurigo in relazione alla fuga di dati sensibili del Dipartimento di giustizia. Una perizia esterna arriva alla conclusione che la falla oggi non sarebbe più possibile. Fino al 2014 le regole erano però insufficienti. «Il modo in cui negli anni zero del Duemila sono stati smaltiti i supporti informatici della giustizia non può essere giustificato in nessun modo», ha dichiarato oggi davanti alla stampa la consigliera di Stato Jacqueline Fehr (PS), responsabile di Dipartimento di giustizia zurighese. «Si è trattato di un comportamento negligente - ha aggiunto - e, nella migliore delle ipotesi, penalmente rilevante. Non sarebbe dovuto accadere».

Vicenda rivelata dalla stampa

La fuga di dati, rivelata la scorsa settimana da diversi media, dopo che il gran consigliere UDC e noto penalista Valentin Landmann ha sottoposto al parlamento un'interpellanza sull'argomento, si concentra su diversi hard disk con dati sensibili che, fra il 2006 e il 2012, sarebbero finiti in mano di criminali. I dati in questione includevano perizie psichiatriche su persone accusate, numeri di telefono di procuratori e agenti di polizia e documenti sulla pianificazione del nuovo centro di polizia e giustizia. Gli hard disk sarebbero in particolare finiti negli ambienti della droga e della prostituzione. Il Dipartimento di giustizia ha confermato un settimana fa "l'incidente", annunciando che la falla è nota dal novembre 2020, quando è stata avviata un'istruttoria penale. Il Dipartimento ha inoltre commissionato una perizia amministrativa esterna di cui oggi ha reso noto le conclusioni.

Protocolli cancellati nel 2019

L'intera vicenda ruota attorno a un ex fornitore di servizi informatici, fratello del titolare di un bar zurighese al centro di diverse inchieste per traffico di droga. L'uomo incaricato di smaltire i computer avrebbe omesso di cancellare gli hard disk e il fratello avrebbe utilizzato quei dati, mettendoli anche a disposizione di terze persone, per mettere sotto pressione i procuratori che indagavano contro di lui. Dalla perizia esterna è in particolare emerso che i protocolli sull'obbligo di cancellare i dati sottoscritti dalle autorità e dall'incaricato dello smaltimento sono stati distrutti nel 2019. «Quell'azione è deplorevole e rende oggi ancor più difficile far luce sulla vicenda», ha affermato Jacqueline Fehr, annunciando l'apertura di un nuovo procedimento penale relativo alla distruzione di quei documenti. Il Ministero pubblico ha da parte sua confermato in una nota che «indagini supplementari sono state avviate contro ignoti».

L'UDC vuole una PCI

Prima di Jacqueline Fehr, il Dipartimento di giustizia del canton Zurigo è stato diretto fra il 1996 e il 2011 da Markus Notter (PS) e fra il 2011 e il 2015 da Martin Graf (Verdi). A due mesi dalle prossime elezioni cantonali, l'UDC zurighese ha intanto chiesto l'istituzione di una Commissione parlamentare d'inchiesta (PCI).

COMMENTI
 
Chris_El_Suizo 2 mesi fa su tio
Sarebbe il minimo che comunicassero ai diretti interessati il furto di dati sensibili che li concernono, ma ciò non avverrà perché poi apriti cielo, vedremo come va a finire sta storia!
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