ZURIGO«Lavorare non è tutto rose e fiori»

05.12.22 - 10:16
Sempre più giovani abbandonano l'apprendistato e si moltiplica l'assenteismo per problemi mentali. Lo psicologo spiega cosa sta accadendo.
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«Lavorare non è tutto rose e fiori»
Sempre più giovani abbandonano l'apprendistato e si moltiplica l'assenteismo per problemi mentali. Lo psicologo spiega cosa sta accadendo.

SONDAGGIO

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Questi sondaggi non hanno, ovviamente, un valore statistico. Si tratta di rilevazioni aperte a tutti, non basate su un campione elaborato scientificamente. Hanno quindi l'unico scopo di permettere ai lettori di esprimere la propria opinione sui temi di attualità.

ZURIGO - Il dato è ormai noto: quasi una persona su quattro tra coloro che hanno iniziato un apprendistato nel 2017, lo ha interrotto prematuramente. Un livello decisamente elevato. Secondo la NZZ, lo stesso vale per le persone che non riescono più a lavorare a causa di una malattia mentale.

Quali sono le ragioni dietro tutte queste assenze e quali effetti hanno sui datori di lavoro? Lo psicologo aziendale Christian Fichter* spiega cosa sta avvenendo.

C'è qualcosa che non va nel mercato del lavoro?

«No, non credo. Al momento, però, i giovani hanno diversi problemi, fra tutti quello del "significato". Soprattutto ora, con le numerose crisi globali. Una volta era più semplice trovare un senso, ma oggi la gente non è più così abituata al fatto di dover superare delle fasi della vita e di dover essere disciplinata. Inoltre, la società è permeata dai problemi: da quello relativo al cambiamento climatico, all'inclusività etc. Questioni, queste, che stanno dividendo la società, portando incertezza non solo tra la generazione Z».

Le aziende non hanno anche la responsabilità del benessere dei propri dipendenti?

«Certo, sono il primo a sottoscriverlo. Ma è chiaro che lavorare non sia tutto rose e fiori. I datori di lavoro dovrebbero però fare uno sforzo per garantire la felicità dei propri dipendenti. Non dobbiamo ricadere nello schema dell'industrializzazione: certo non lavoriamo più 14 ore al giorno accanto a un forno, ma anche la digitalizzazione è molto stressante. E questo stress colpisce i dipendenti in molti modi differenti».

I giovani di oggi hanno un atteggiamento sbagliato nei confronti del mondo del lavoro?

«Non è sbagliato, ma hanno un diverso ordine di valori: la generazione più giovane difende questi valori e fa notare quando rileva qualcosa che ritiene privo di significato».

I datori di lavoro devono diventare più simili a Google e Co. per poter conquistare i giovani?

«Non sono i divani e gli scivoli a rendere attraente un posto di lavoro. Ma la significatività del lavoro, i valori, una buona gestione e la possibilità di dire ciò che si pensa. Se poi c'è anche un bel divano ad angolo ben venga».

*Christian Fichter è uno psicologo sociale e aziendale. È capo della ricerca all'Università di Scienze Applicate di Kalaidos.

COMMENTI
 
Sarà 1 mese fa su tio
Non so se succede ancora, ma ai miei tempi spesso in certe professioni gli apprendisti erano manodopera a basso costo e molte ditte non erano in grado di formarli.
Adegheiz 1 mese fa su tio
Molti datori di lavoro l, e soprattutto i colleghi con cui si va a lavorare sono dei nonnisti e non hanno rispetto. Io ho fatto un secondo apprendistato a 21 e ho subito irreverenze e indignità varie. Anche dopo 5 anni che fai un lavoro la gente viene a romperti le scatole per inezie soggettive solo perché non ha niente da fare. E se scoppia un conflitto la colpa è sempre dell’ultimo arrivato. Sarebbe anche il caso di riconoscere i meriti delle persone. Io vengo a lavorare, non a sortirmi il caratteraccio di certa gente. Se dovessimo far valere la legge del più forte io sarei davanti a molti. E il bello è che che ti minacciano pure
Alessandro Fornera 1 mese fa su tio
Un po’ ipocrita la prima risposta….quantomeno ambigua. Il mercato del lavoro, cosa significa? Dalla risposta se ne relativizza un po’ l’incidenza…sarebbe meglio chiedere dunque: Qualità della vita lavorativa…, no? Arriverebbero risposte probabilmente meno superficiali…… Il resto abbastanza coerente!
Kelt 1 mese fa su tio
Mi pare di notare una visione dualista del problema: i giovani non hanno voglia vs i datori di lavoro sono schiavisti. Credo che da parte dei giovani sia legittimo avere aspirazioni più alte e naturalmente pretendere di essere trattai con rispetto. D'altra parte mi auguro che le autorità sorveglino gli abusi. Quello che però faccio un pò fatica a comprendere è la pretesa che il lavoro soddisfacente sia un diritto e sia sotto casa ad aspettarci. Mi piego meglio: Faccio un apprendistato/lavoro che non mi soddisfa? cambio è un mio diritto sacrosanto. Devo però interiorizzare che senza un'adeguata preparazione/studio e senza la voglia d'impegnarmi (o magari partire) difficilmente ciò potrà accadere. Se cambio un lavoro o due è possibile che io abbia solo preso tempo per decidere. Se ne cambio 4-5-6 e dappertutto mi trovavo male e non mi capivano forse devo cominciare a fare un esamino di coscienza...
Privato Pinco 1 mese fa su tio
Cambiamenti generazionali che portano a delle svolte significative. I baby boomer, figli di genitori perlopiù del ceto basso, hanno si "rimboccato" le maniche e lavorato assiduamente pur di non doversi trovare nella situazione di povertà dei genitori e pertanto poter condurre una vita economicamente indipendente e "agiata"; questo ha però generato anche da un lato parallelo: " IL MATERIALISMO" il voler possedere ai fini di farsi riconoscere nella società vedi oggetti acquisiti per mostrare il proprio "STATUS SYMBOL", ecc. CONTRARIAMENTE a molti dei nostri giovani che giustamente VOGLIONO salvaguardare l'ambiente in cui vivono e VIVERE la vita assaporandone tt le sfaccettature SENZA inutili oggetti, SENZA dover dimostrare niente di più da quel che realmente sono, LAVORANDO il giusto per vivere dignitosamente e poter avere ancora il tempo di ASSAPORARE IL GUSTO ALLA VITA :-D Avanti così giovani è ora di apportare un SANO cambiamento generazionale !!! Lavorare si, TUTTI ma MENO con PIÙ qualità del lavoro e della VITA! Ne guadagnerebbero tutti compreso i datori di lavoro e forse gli unici a notare un calo della cifra d'affari sarebbero i medici, gli psichiatri e psicologi a tutto beneficio di una diminuzione di prestazioni mediche, medicinali e conseguentemente una riduzione dei premi cassa malattia.
Sarà 1 mese fa su tio
Privato Pinco pienamente d'accordo con te. C'è già chi è disposto a guadagnare meno ma avere più tempo libero, naturalmente per ora pochi possono permetterselo e pochi datori di lavoro offrono questa possibilità.
Shion 1 mese fa su tio
Assolutamente d'accordo
gufo 1 mese fa su tio
esatto, concordo perfettamente!!! noi si andava e zitti muti!!!! un pò di spina dorsale non farebbe male!...
Suissefarmer 1 mese fa su tio
il tuo ragionamento è patetico! seguendo quello che dici e giusto che i tuoi figli muoiano di fame perché ci sono figli di altri che muoiono di fame... un ragionamento da perdenti il vostro.tipo? ho fatto lo schiavo da apprendista, non mi è piaciuto per nulla, ma adesso tocca a voi fare gli schiavi oppure io il il servizio militare lo ho fatto, e dunque pure voi lo fate fa il carattere, carattere che ci sta portando dove siamo oggi. capisce che lo schifo se non si cambia peggiora?
Shion 1 mese fa su tio
Esatto.
Shion 1 mese fa su tio
Intendevo esatto per Suissefarmer.
Barbiere 1 mese fa su tio
Tanti giovani del giorno d’oggi sono fanca💤isti. Ho potuto notare anche che alcuni figli di persone in assistenza tendono a prendere la loro stessa strada. Qui non si tratta di scaricare le solite colpe alla società, ma di iniziare a guardare all’interno delle famiglie!
Gpm8 1 mese fa su tio
Barbiere, come sei superficiale, evidentemente non hai letto l'articolo, probabilmente non hai figli, perché uno che scrive certe stron zate se ha figli allora non sa di essere un padre, il problema è molto più serio e profondo della tua visione patetica della realtà d'oggi,
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