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Prima di darsi fuoco era scappato da un ospedale. Si poteva fermarlo?

Strage sull'autobus a Kerzers: qual è il ruolo dell'ospedale e quali sono le regole per trattenere i pazienti a rischio? L'esperta risponde.
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Prima di darsi fuoco era scappato da un ospedale. Si poteva fermarlo?
Strage sull'autobus a Kerzers: qual è il ruolo dell'ospedale e quali sono le regole per trattenere i pazienti a rischio? L'esperta risponde.

KERZERS - Un cittadino svizzero di 65 anni si è cosparso di benzina e si è dato fuoco su un autopostale, martedì, a Kerzers (FR). Sei persone sono morte, tra cui il presunto autore del gesto, e altre cinque sono rimaste ferite.

Come confermato dalla polizia cantonale di Berna alla SRF, un ospedale del Canton Berna aveva segnalato l’uomo come scomparso già martedì a mezzogiorno. La polizia ha quindi avviato le ricerche e lo ha inserito nei sistemi di ricerca interni e nazionali. Ma perché l’uomo ha potuto lasciare l’ospedale così facilmente? A questa domanda risponde l’avvocata specializzata in diritto sanitario Evalotta Samuelsson.

In quali condizioni un ospedale può impedire a una persona di lasciare la struttura?
«Solo quando esiste una chiara base legale. Un esempio è il ricovero coatto in una struttura psichiatrica protetta o un interesse pubblico prevalente, come la protezione della vita e della salute. Inoltre, la misura deve essere proporzionata. Chi è ricoverato in ospedale a seguito di un ricovero coatto non può lasciare liberamente la struttura. Misure coercitive come la contenzione o l’isolamento sono consentite solo in presenza di un pericolo concreto e dopo una rigorosa valutazione di proporzionalità. Chi invece entra volontariamente in una clinica può in linea di principio lasciarla in qualsiasi momento. Tuttavia, la direzione medica può trattenere un paziente contro la sua volontà fino a tre giorni se potrebbe rappresentare un serio pericolo per sé o per gli altri, ma questo pericolo deve essere concreto. Durante questo periodo, si deve valutare se siano necessari ulteriori accertamenti».

Cosa succede se un paziente o una paziente non è più rintracciabile?
«La procedura specifica è regolata a livello cantonale e da linee guida o direttive interne. In primo luogo si effettua una ricerca nella stanza, nel reparto, nella clinica e nell’area esterna. Viene informato il medico responsabile. Successivamente si valuta immediatamente se esista un pericolo acuto di autolesionismo o di danno a terzi».

«Ricovero volontario: In assenza di un pericolo concreto e grave, di norma non esiste l’obbligo di informare la polizia. Se però esiste un pericolo serio e concreto, ad esempio un’elevata tendenza suicidaria, minacce di violenza o l’incapacità di intendere e di volere in caso di grave malattia come la demenza, può essere coinvolta la polizia. Nel caso di persone particolarmente vulnerabili, anche la sola scomparsa può rappresentare un rischio significativo».

«Ricovero coatto: Se la persona interessata lascia la struttura senza autorizzazione o non è rintracciabile, di solito viene informata immediatamente la polizia affinché venga riportato in struttura. A seconda delle disposizioni cantonali, devono essere informate anche le autorità competenti, come l'Autorità per la protezione dei minori e degli adulti o un rappresentante legale».

In che misura l’ospedale potrebbe essere ritenuto responsabile?
«Una responsabilità può essere presa in considerazione se l’ospedale ha violato obblighi di accertamento o di sicurezza. Esempi sono: una valutazione del rischio insufficiente, una sorveglianza mancante o inadeguata nonostante un pericolo noto, oppure una decisione tardiva o omessa di disporre un ricovero a scopo di assistenza. Le cliniche private rispondono secondo il diritto civile. Gli ospedali di diritto pubblico sono invece generalmente soggetti alla legge cantonale sulla responsabilità civile: il Cantone è responsabile per le violazioni dei doveri da parte dei suoi organi. Nel singolo caso è determinante stabilire se il pericolo fosse riconoscibile, quali misure siano state adottate e se queste fossero conformi ai requisiti di legge».

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