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SVIZZERIDopo la pandemia gli svizzeri si sentono più sicuri a pagare online

03.11.22 - 10:10
I metodi di pagamento digitale sono consideratati in modo più positivo dopo il Covid. La fiducia è aumentata.
Deposit (foto d'archivio)
Dopo la pandemia gli svizzeri si sentono più sicuri a pagare online
I metodi di pagamento digitale sono consideratati in modo più positivo dopo il Covid. La fiducia è aumentata.

BERNA - Durante la pandemia lo shopping online è letteralmente esploso. I postini hanno dovuto fare salti mortali per consegnare pacchi di zalando e di altri grandi rivenditori in ogni abitazione. Una condizione imposta a causa delle restrizioni che ha lasciato poca scelta ai consumatori svizzeri, che di conseguenza si sono adottati. Risultato: il Coronavirus, secondo uno studio condotto da Comparis, ha aumentato la fiducia degli svizzeri verso i mezzi di pagamento online.  

Le modalità più apprezzate sono in particolare TWINT, Postcard, Maestro e V-Pay. Dal 2019 la sensazione di sicurezza è aumentata soprattutto negli shop online. 

Più sicurezza e più fiducia - Oggi la popolazione svizzera si sente abbastanza sicura quando fa acquisti online. «La soluzione svizzera TWINT gode di un vantaggio di fiducia rispetto ad Apple Pay e simili, ma i risultati del sondaggio mostrano anche che proprio tra i più giovani questa differenza si sta assottigliando. Se non si hanno problemi nell’utilizzo quotidiano di queste soluzioni, cresce automaticamente la fiducia nella nuova tecnologia», osserva l’esperto Comparis in tecnologie digitali Jean-Claude Frick.

Scetticismo nelle criptovalute - I consumatori sono più scettici nei confronti delle criptovalute comuni come bitcoin rispetto ai classici mezzi di pagamento online. Un incremento di fiducia che però si scontra con un dato opposto. Le segnalazioni di attacchi informatici infatti sono aumentate durante il 2022. Tuttavia, questo non sembra preoccupare la popolazione svizzera. 

Privacy sui social media - Sulle piattaforme di social media, solo il 42,4% presta attenzione alle impostazioni sulla privacy. Nel 2020 la percentuale era del 47,4%. Inoltre, la percentuale di persone che cambia regolarmente la propria password è rimasta relativamente bassa, a circa un quarto (25,3%).

L’esperto in tecnologie digitali è preoccupato: «Dopo tutti gli scandali sui dati degli ultimi anni, molti utenti si sono rassegnati all’utilizzo dei social media e ritengono che le impostazioni relative alla privacy non servano a nulla. Purtroppo, però, agiscono incautamente e con questo atteggiamento peggiorano soltanto i problemi». Per quanto riguarda la cura delle password, purtroppo molti utenti non sono consapevoli di quanto possa essere rischioso riutilizzare la stessa password. «Così facendo, nonostante tutti gli strumenti tecnologici, per gli hacker accedere ai dati diventa un gioco da ragazzi», ha concluso Frick. 

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