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SVIZZERALa protesta delle hostess "spremute": «Noi come i limoni»

05.05.22 - 10:27
Swiss in preda a turbolenze post-Covid. Equipaggi stanchi e turni infelici. Il racconto di una dipendente esasperata
20 Minuten
La protesta delle hostess "spremute": «Noi come i limoni»
Swiss in preda a turbolenze post-Covid. Equipaggi stanchi e turni infelici. Il racconto di una dipendente esasperata
L'iniziativa di protesta del sindacato Kapers. «Tante persone arrabbiate». I dipendenti ticinesi della compagnia aerea doppiamente penalizzati, dopo lo stop alla tratta Agno-Kloten

ZURIGO - All'occhiello ha una spilla con raffigurato un limone. Non è una stravaganza: anche le colleghe la indossano prima di decollare. «Ormai fa parte della divisa» spiega la hostess a denti stretti. «È un segno di protesta, vuol dire che siamo spremute come limoni».

All'aeroporto di Kloten è una primavera di turbolenze nonostante il meteo tranquillo, e si preannuncia un'estate calda. Il mese di maggio è iniziato con una serie di cancellazioni di voli sulla tratta San Paolo-Buenos Aires: gli equipaggi si sono dati "malati" per eccesso di affaticamento. In aprile il sindacato Kapers ha lanciato l'iniziativa delle spille "al limone" per esplicitare «un malessere diffuso».

Lo stress rischia di trasmettersi anche ai viaggiatori, nel pieno della stagione delle prenotazioni. Swiss è uscita dalla tempesta pandemica con 1,2 miliardi di debiti e l'organico ai minimi: dopo aver licenziato 550 dipendenti nel 2020, l'anno successivo la compagnia si è offerta di riassumerne 334 per carenza di personale. A sentire chi sugli aerei rossocrociati ci lavora, le condizioni non sono più quelle del passato.  

«Non ho mai visto così tanta gente arrabbiata in aeroporto» racconta una hostess a tio.ch/20minuti. «I collegamenti sono più impegnativi e i tempi di recupero sono diminuiti: la tratta Zurigo-San Paolo-Buenos Aires è la peggiore di tutti, con tre voli diurni e notturni in cinque giorni. Non mi stupisce che tanti colleghi si siano dati malati». In altre destinazioni come Bangkok «spesso non è possibile nemmeno uscire dall'hotel a causa delle regole anti-Covid e dei tempi stretti tra un volo e l'altro».

Per i dipendenti ticinesi di Swiss (alcune decine) a tutto questo si sommano tempi più lunghi per raggiungere Zurigo. Finché è esistito il collegamento Agno-Kloten «la tratta era offerta dalla compagnia a un prezzo simbolico» osserva Jörg Berlinger del sindacato Kapers. «Adesso il costo del viaggio in treno o in auto è a carico dei dipendenti. Abbiamo sottoposto questo problema alla compagnia, purtroppo senza arrivare a una soluzione».

Il jet-lag e il nervosismo dei passeggeri non facilitano le cose. Le aggressioni verbali e gli interventi di polizia sui voli sono aumentati esponenzialmente con il Covid, segnalano i sindacati. «Prima succedeva molto di rado». Secondo la nostra interlocutrice tutto ciò influirebbe sulla motivazione di molti assistenti di volo, che «hanno scelto il nostro lavoro per passione e per vedere il mondo». Al contrario: negli ultimi mesi i turni del personale di cabina sarebbero tali che «mangiare fuori o fare jogging durante una trasferta è diventato quasi impossibile» e una volta tornati in Svizzera gli assistenti di volo «faticano a programmare un compleanno o un viaggio non lavorativo, a causa della reperibilità. Non è una vita da esseri umani». Una vita da limoni, forse.   

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