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Sulle piste da sci elvetiche la stagione invernale sarà senza Covid Pass

SVIZZERASulle piste da sci elvetiche la stagione invernale sarà senza Covid Pass

19.10.21 - 13:15
Lo ha deciso l'associazione di categoria degli impianti. Sulle funivie sarà invece obbligatoria la mascherina
Funivie Svizzere
Sulle piste da sci elvetiche la stagione invernale sarà senza Covid Pass
Lo ha deciso l'associazione di categoria degli impianti. Sulle funivie sarà invece obbligatoria la mascherina

BERNA - Quest'inverno in Svizzera si scierà senza il certificato Covid. Lo ha deciso l'associazione Funivie Svizzere nell'odierna assemblea, come confermato dal presidente Hans Wicki a 20 Minuten: «Durante la prossima stagione invernale non è previsto l'obbligo di certificato Covid. Sulle funivie bisognerà però indossare la mascherina». Si tratterebbe di una raccomandazione concordata con la Confederazione. I singoli comprensori sono comunque liberi d'introdurre l'obbligo di certificato.

Come si legge in un comunicato dell’associazione: «In questo modo gli impianti di risalita possono iniziare la stagione invernale con le stesse condizioni che valgono per il trasporto pubblico: obbligo di mascherina nelle cabine e negli spazi chiusi, distanziamento all'interno di edifici e ventilazione delle cabine». Il certificato sarà tuttavia necessario per le consumazioni negli spazi interni dei ristoranti sulle piste.

Funivie Svizzere intende inoltre impegnarsi per promuovere la vaccinazione anti-Covid. In collaborazione con Snow Sports e Swiss-Ski, l'associazione prenderà infatti parte alla settimana nazionale dedicata alla vaccinazione che avrà luogo dall'8 al 14 novembre. E invitano i comprensori invernali a prevedere iniziative per promuovere la campagna di vaccinazione.

La via Svizzera - Decisioni differenti sono state prese, di recente, nei paesi confinanti: il Covid Pass sarà infatti necessario per chi si recherà a sciare in Italia o in Austria. Come lo scorso anno, quando in altri paesi le stazioni sciistiche erano rimaste chiuse, la Svizzera segue quindi la propria strada.

Secondo l'associazione, durante lo scorso inverno l'attività dei comprensori ha dato un valore aggiunto al settore turistico: se le stazioni sciistiche fossero rimaste chiuse - si legge ancora nella nota - il danno economico sarebbe stato di circa sei miliardi di franchi. Tuttavia, gli impianti di risalita devono fare i conti con un calo degli introiti del 24%.

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