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Il ristorante di Ruedi Bartel, il Gasthof zur Krone, imbrattato di sangue
SVIZZERA
12.09.2021 - 23:300
Aggiornamento : 13.09.2021 - 06:29

Covid-scettici sempre più arditi, tra sangue sulle scale e irruzioni in ospedale

Si moltiplicano le proteste di chi si oppone alle misure anti-pandemiche e all’estensione del certificato Covid.

E modalità aggressive e pericolose stanno prendendo sempre più piede, con minacce di morte, sangue sugli scalini e irruzioni in ospedale.

BERNA - Vaccino sì, vaccino no. Una polemica che non cessa di alimentarsi e che sta spaccando in due la popolazione. E con l’estensione dell’obbligo del certificato Covid, in vigore da domani anche all’interno di bar e ristoranti, cinema e palestre, c’è chi è passato a forme di protesta più audaci e allarmanti. 

Politici, ma non solo - Un trend, quello delle rimostranze aggressive, che conoscono bene i media, la nostra redazione in primis, che ricevono messaggi di odio e minacce a cadenza giornaliera. E che subiscono naturalmente anche le autorità preposte, con il Ministro della sanità Alain Berset minacciato di morte sui social da un ristoratore pochi giorni fa. Ma sempre più spesso vengono colpiti anche nuovi target, con modalità fuori dalle righe.

Sangue, resti di animale e simbolismo nazista - È il caso ad esempio di Ruedi Bartel, ristoratore e presidente di Gastro-Turgovia, che dopo essersi dichiarato a favore della vaccinazione obbligatoria per tutti a Blick TV giovedì scorso, stamattina ha trovato l’ingresso del suo locale a Greifensee imbrattato di sangue, vandalizzato con disegni di svastiche, zampe di maiale e i resti di un calamaro. Bartel ha dichiarato che questa non è la prima reazione aggressiva ricevuta: è già stato minacciato di morte telefonicamente. 

Protesta anche all’ospedale - Sempre durante la mattinata odierna, questa volta in canton Friburgo, un gruppo di manifestanti composto da una cinquantina di persone, ha fatto irruzione all’Ospedale cantonale di Friburgo, senza mascherina e invocando alla «liberté». «I manifestanti si sono impegnati a non entrare nell'edificio nel pomeriggio», ha dichiarato la portavoce dell’ospedale. «Ci ​​dispiace che siano entrati nell'area di ingresso senza mascherine. Un ospedale è un luogo sensibile al quale hanno accesso solo le persone che vengono per consulti o visite». Secondo la Polizia cantonale friburghese si trattava di una dimostrazione di solidarietà con il personale dell’ospedale in disaccordo con le attuali disposizioni. 

Berna richiama alla calma - Il Governo federale si è già espresso sulle montanti tensioni. Solo due settimane fa il presidente della Confederazione Guy Parmelin si è appellato alla popolazione sottolineando che «il nemico è il virus» e non i concittadini che la pensano diversamente da noi.

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