SVIZZERAGià una terza dose? La Svizzera, per il momento, sta a guardare

31.07.21 - 19:13
Secondo l'immunologo romando Daniel Speiser, però, nel 2022 se ne dovrà discutere
Keystone
Fonte D. Graf, P. Michel , 20 Minuten
Già una terza dose? La Svizzera, per il momento, sta a guardare
Secondo l'immunologo romando Daniel Speiser, però, nel 2022 se ne dovrà discutere
Tra confusione e confronti, l'UFSP sente la pressione di politici ed esperti

BERNA - La discussione riguardo alla necessità di una terza dose di vaccino "di richiamo" contro il coronavirus continua a far discutere a livello internazionale, e si fa sempre più accesa anche in Svizzera, dove non è prevista alcuna "terza inoculazione", o almeno non prima del 2022.

In Israele, lo ricordiamo, si sta iniziando con la terza dose per gli over 60, e anche Regno Unito e Francia ci stanno pensando. Questo poiché gli esperti israeliani sostengono che la protezione vaccinale, in particolare nei più vulnerabili, debba essere "rinfrescata" con un'altra vaccinazione dopo cinque mesi. 

La portavoce dell'Ufficio federale della Sanità Pubblica (UFSP) Masha Renfer-Foursova ha però detto al quotidiano 20 Minuten che i dati attuali mostrano che una vaccinazione completa (con uno dei vaccini mRNA approvati in Svizzera) offre una buona protezione contro le attuali varianti del virus: «Perciò, nessun richiamo è previsto quest'anno per la popolazione generale».

«Dobbiamo imparare dagli errori»
La linea intrapresa dall'UFSP, però, non convince tutti.

Ad esempio secondo Andreas Faller, ex vicepresidente dello stesso UFSP, la Svizzera dovrebbe prendere sul serio i dati di Israele e di altri Paesi sulla questione dei richiami.

«Dobbiamo imparare dagli errori del passato, quando abbiamo agito con troppa esitazione, non dobbiamo perdere di nuovo tempo prezioso» ha detto, ricordando la lentezza elvetica nell'ottenere i vaccini ad inizio anno, ad esempio in confronto allo stesso Israele.

Una terza dose «per i gruppi a rischio»
Secondo Daniel Speiser, professore di immunologia all'Università di Losanna, la campagna di vaccinazione di richiamo dovrebbe essere lanciata al più tardi nel gennaio 2022.

«Una terza vaccinazione diventerà probabilmente necessaria soprattutto per le persone oltre i 75 anni e per i gruppi a rischio». Considerando la copertura vaccinale relativamente bassa tra gli anziani rispetto ad altri paesi, Speiser spera che la campagna di vaccinazione di richiamo possa poi motivare più persone anziane a farsi vaccinare. «Sarà centrale riuscire a convincere la gente a fare la terza vaccinazione, con una buona campagna».

Per le persone sane sotto i 75 anni, Speiser dice che una terza vaccinazione non è ancora immediatamente urgente. «Ma diventerà un problema se iniziano a circolare varianti che eludono parzialmente i vaccini, cosa che per fortuna, finora, non è successa».

«Fatti poco chiari turbano la popolazione»
La pressione sull'UFSP e sul Consiglio federale aumenta intanto anche da parte del mondo politico.

«La situazione è attualmente molto incerta e confusa», sostiene la Consigliera nazionale del PS Yvonne Feri. «Si sentono e si leggono informazioni diverse su quanto tempo la vaccinazione protegga, e questo rende la popolazione incerta. Conosco persone che dicono che se la vaccinazione li protegge solo per un anno, non vedono alcun motivo di farsi vaccinare».

Feri chiede quindi al Consiglio federale e all'UFSP di affrontare la questione direttamente: «I dati e gli studi esistenti devono essere elaborati correttamente e lo stato attuale delle conoscenze comunicato chiaramente. Oltre all'obiettivo di aumentare il tasso di vaccinazione, bisogna anche sviluppare una strategia chiara per eventuali dosi di richiamo».

Swissmedic, pochi dati disponibili
In ogni caso, prima che una terza dose possa essere effettuata, i produttori di vaccini dovranno presentare una domanda a Swissmedic, con i dati a sostegno della propria tesi.

Secondo il portavoce di Swissmedic Alex Josty, questo non è ancora successo. «Swissmedic esaminerà allora i dati presentati e prenderà una decisione a riguardo». 

Per il momento, quindi, salvo sorprese i cittadini elvetici non devono prepararsi per effettuare a breve una terza somministrazione del vaccino anti Covid.

COMMENTI
 
Fkevin 1 anno fa su tio
Ignorantiiiii
pillola rossa 1 anno fa su tio
L'emergenza è la nuova normalità. Il nemico invisibile resterà per anni. La periodica benedizione di massa della popolazione è essa stessa parte della nuova normalità, anche se non immunizza.
Didimon 1 anno fa su tio
Ma siam fuori.. Chi sa cosa succederà all'organismo umano una volta superata la dose... Troppi farmaci rendono i virus immuni dopo un po... E forse ste varianti... Che svariano..
pillola rossa 1 anno fa su tio
"salvo sorprese i cittadini elvetici non devono prepararsi per effettuare a breve una terza somministrazione del vaccino" = sarà solo per il 2022
emib53 1 anno fa su tio
È incomprensibile tanta meraviglia per un virus che muta. Siamo abituati da molto a che ogni autunno si possa fare il vaccino contro la nuova influenza invernale e perché mai il Covid non dovrebbe mutare? Ha detto bene Fauci (""La gente non si rende conto di una cosa: finché c'è circolazione elevata del virus tra le persone non vaccinate, diamo al virus la chance di variare ancora di più e rischiamo una variante peggiore della Delta, una variante che nemmeno i vaccinati potrebbero gestire""). Debellare il Covid, se mai sarà possibile, richiede a tutti di fare la loro parte. C'è da augurare ai non vaccinati che, quando verranno contagiati, è più questione di quando che di se, abbiano un decorso leggero e non siano responsabile del contagio a persone a rischio che non hanno potuto fare la vaccinazione.
Fkevin 1 anno fa su tio
Mamma mia ma quante cavolate. Il 30% non si vaccinerà mai perché sotto i 12 anni e per allergie, per patologie, e per paura. Quindi non succederà mai che il 100 % della popolazione sarà vaccinata. Mio caro emib, il virus non si debellarà mai ma bisogna conviverci. Basta con queste baggionate che ai legge ancora. Basta guardarsi attorno invece di credere a tutti i virologi come fauci o la nostra task force. Saluti
pillola rossa 1 anno fa su tio
"C'è da augurare ai non vaccinati che, quando verranno contagiati, è più questione di quando che di se, abbiano un decorso leggero e non siano responsabile del contagio a persone a rischio che non hanno potuto fare la vaccinazione." Mi auguro lo stesso per i vaccinati. Comunque il decorso dipende dallo stato ossidativo e dal tipo di cure.
emib53 1 anno fa su tio
Io ci convivo già e non mi infastidisce la possibilità di un richiamo saltuario della vaccinazione se questo è il prezzo per avere più libertà di movimento. In ogni caso, credo per mia formazione al metodo scientifico e quindi agli scienziati veri ma non a quelli improvvisati che sparano affermazioni senza mai uno straccio di verifica sperimentale. Aspetto ancora di conoscere gli studi fatti dai vari "esperti" di questo blog....
Mauz 1 anno fa su tio
Certo che chi sostiene ancora che questo vaccino non è sperimentale ….
Trionfx 1 anno fa su tio
Delirio senza più fine ormai.. Voluto la bicicletta..ora pedala : delta, omega, gamma, a, b, c, 1,2,3,..ecc.ecc
Princi 1 anno fa su tio
le mie dosi le offro al terzo mondo
egi47 1 anno fa su tio
Il problema é che tanti non capiscono o non vogliono capire. Anche se vaccinati (come me), finché questo maledetto circola bisogna continuare a rispettare le regole.
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