Tamedia
SVIZZERA
17.06.2021 - 15:480
Aggiornamento : 18.06.2021 - 07:24

Se il datore di lavoro ti chiede se sei vaccinato

Ai collaboratori di una filiale Raiffeisen di Zurigo è stato chiesto anche il relativo attestato

Secondo l'associazione degli impiegati bancari si tratta di una richiesta «sproporzionata». Dal punto di vista legale, non è chiaro se sia ammissibile

Vaccinazione

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ZURIGO - In Svizzera sono al momento oltre 2,3 milioni le persone completamente vaccinate contro il coronavirus. Ma è una questione che riguarda anche il datore di lavoro? L'interrogativo sorge a seguito della notizia - resa nota dal blog finanziario Inside Paradeplatz - che lo scorso maggio il responsabile della filiale Raiffeisen dell'aeroporto di Zurigo ha chiesto ai dipendenti d'informarlo sul loro stato vaccinale, allegando inoltre il relativo attestato.

Una richiesta, questa, che permette di fare una prima valutazione in vista del rientro dei dipendenti in ufficio, come fa sapere la sede principale Raiffeisen a San Gallo interpellata dal Tages Anzeiger, precisando che i collaboratori non sono comunque obbligati a fornire l'informazione. In generale, spiega ancora il portavoce, l'istituto bancario considera la vaccinazione come una questione privata.

Ma tornando alla filiale dell'aeroporto di Zurigo, la testata zurighese si chiede se i dipendenti non vaccinati continueranno allora a lavorare da casa. No, secondo il portavoce. «Per quanto riguarda il rientro in ufficio, non è prevista una differenziazione tra vaccinati e non vaccinati».

La richiesta inviata ai collaboratori, che potrebbe certamente riguardare anche altre aziende elvetiche, solleva comunque dubbi in seno all'Associazione svizzera degli impiegati di banca che la definisce come «sproporzionata». È invece «inammissibile» secondo il servizio legale dell'Associazione svizzera dei quadri (ASQ): «La richiesta di presentare un attestato è chiaramente legato a un obbligo di vaccinazione» spiega l'avvocato Adrian Weibel dalle colonne del Tages Anzeiger.

Dal punto di vista legale non è però chiaro se le aziende possano o meno informarsi sullo stato vaccinale dei propri collaboratori, come aggiunge Roger Rudolph, professore all'Università di Zurigo. L'esperto rimanda però alle indicazioni della Confederazione per l'impiego del certificato Covid: l'utilizzo è infatti escluso nel settore “verde”, che comprende luoghi della vita quotidiana, tra cui rientra anche il posto di lavoro. D'altro canto, il settore "arancione", in cui l'impiego del certificato è volontario, comprende i «rapporti tra privati».

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