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SVIZZERA/INDIAVaccino contro la variante indiana: restano dubbi sull'efficacia

01.05.21 - 08:21
I casi di Coronavirus in India non fanno che aumentare. E, allo stesso modo, i morti.
Keystone
Fonte 20 Minuten / Fee Anabelle Riebeling
Vaccino contro la variante indiana: restano dubbi sull'efficacia
I casi di Coronavirus in India non fanno che aumentare. E, allo stesso modo, i morti.
Emergendo delle prime promettenti notizie sulla mutazione indiana e l'efficacia dei vaccini nel contrastarla. Tuttavia, c'è chi mette in guardia dal «tirare un sospiro di sollievo».

BERNA/NEW DELHI - La mutazione indiana sarà in grado d'ingannare i vaccini? Alla luce delle immagini apocalittiche emerse recentemente e provenienti dall'India, le quali mostravano i cadaveri delle vittime del virus venire bruciati in strada, sono in molti a porsi questa domanda. I contagiati muoiono in coda davanti agli ospedali, per mancanza di letti, respiratori, personale e, non da ultimo, di ossigeno. E i numeri continuano ad aumentare. 

Lista nera - Dal canto suo, dallo scorso lunedì 26 aprile la Confederazione ha aggiunto il Paese del Sud-Est asiatico alla lista dei Paesi a rischio, al rientro dei quali la quarantena è obbligatoria. Tuttavia, nulla potrà impedire che la nuova variante arrivi in Svizzera. La cosiddetta B.1.617 è infatti già stata rilevata alla fine di marzo nel Canton Soletta.  

Possibili buone notizie - Non è ancora chiaro se le condizioni di simil-guerra viste in India siano da imputare esclusivamente alla mutazione del virus, come alcuni temono. Nel frattempo, stanno però emergendo le prime valutazioni sulla possibilità che questa variante possa sfuggire alla protezione immunitaria sviluppata tramite il contagio o la vaccinazione. Secondo uno studio del Consiglio indiano di ricerca medica in virologia, pubblicato per il momento in forma di bozza, l’efficacia degli anticorpi umani di fronte alla variante indiana diminuisce, ma non in maniera molto forte. Questo significa che può comunque essere neutralizzata, anche se in minor misura rispetto ad altre mutazioni del virus.

Una protezione indebolita, ma non annullata - La protezione del vaccino permane, ma è indebolita. «Se confermati, i dati di questa pubblicazione sarebbero estremamente incoraggianti. Indicano che non c’è una via di fuga immunitaria», commenta l’esperto di vaccini Carlos Guzman del Centro Helmholtz per la Ricerca infettiva di Braunschweig, Germania. Dello stesso parere il biologo molecolare Martin Moder, che ha commentato sul canale austriaco ORF: «Abbiamo buoni motivi di presumere che la protezione vaccinale resisterà molto bene contro questa variante». E questo, meglio che con la variante sudafricana. 

Uno studio troppo parziale - Per Andreas Bergthaler dell’Istituto di ricerca per la medicina molecolare, «è ancora troppo presto per tirare un sospiro di sollievo». Lo studio in questione è stato basato su un totale di dodici campione di virus di variante indiana. Si tratta quindi di pochi dati, «scarsi, e che non includono nemmeno i vaccini comunemente usati in Europa», ha spiegato Bergthaler a ORF, specificando che l’unico vaccino di cui è stato testato l’effetto in questa ricerca è il Covaxin, del produttore indiano Bharat Biotech. Bergthaler esorta quindi alla cautela. 

Pfizer non trema - Più ottimista Ugur Sahin, capo di BioNTech, che ha sviluppato con Pfizer il vaccino Comirnaty. Secondo una valutazione iniziale (i test sono ancora in corso) il vaccino Pfizer dovrebbe funzionare anche contro la mutazione che sta dilagando sul territorio indiano. 

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