Keystone - foto d'archivio
VAUD
25.02.2021 - 12:490

Sparò più colpi a un uomo armato di coltello, agente a processo

L'accusa è di omicidio intenzionale, perché equipaggiato di giubbotto antiproiettili e guanti, ha usato subito l'arma

La questione della legittima difesa sarà al centro del processo.

BEX - È accusato di omicidio intenzionale il poliziotto che nel 2016 uccise un cittadino congolese a Bex (VD) nell'ambito di un intervento delle forze dell'ordine. Il processo inizierà il 23 marzo.

Pubblicata oggi da 20 minutes, l'informazione è stata confermata a Keystone-ATS dall'avvocato della famiglia della vittima. «Spero che questo processo possa permettere finalmente alla famiglia di sapere perché l'uomo è stato abbattuto in tali circostanze, di ottenere le scuse che merita e la giustizia a cui tutti hanno diritto», ha detto il legale.

Secondo quanto aveva riferito allora la polizia cantonale, il 6 novembre 2016 le forze dell'ordine erano state informate attorno alle 22 che un uomo, apparentemente disturbato, aveva forzato la porta di un appartamento. Due pattuglie si erano recate sul posto. Il congolese, armato con un coltello da cucina, si era messo a correre verso gli agenti nella tromba delle scale.

Dopo avergli intimato di fermarsi, un caporale aveva sparato diversi colpi in direzione dell'aggressore. Gli agenti avevano poi chiamato immediatamente i soccorsi ed effettuato un massaggio cardiaco all'uomo privo di conoscenza, che però era morto sul posto. La questione della legittima difesa sarà al centro del processo.

Secondo l'atto d'accusa, citato dal quotidiano, quel giorno i poliziotti, che erano equipaggiati con giubbotti antiproiettile e guanti para-coltelli, non avevano usato i loro manganelli e lo spray al pepe. Inoltre, i cinque agenti interveniti non avevano potuto comunicare tra di loro con la radio poiché era fuori servizio.

La morte del congolese, che aveva 27 anni, aveva suscitato numerose reazioni. Diverse centinaia di persone avevano manifestato alcuni giorni dopo a Losanna per rendere omaggio alla vittima e denunciare una «profilatura razziale» della polizia. Anche la Repubblica democratica del Congo (RDC) ha chiesto alle autorità svizzere spiegazioni in merito all'uccisione del giovane.

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