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05.08.2019 - 12:340

La Posta taglia nella distribuzione pubblicitaria

Con il mercato in flessione da anni, il Gigante Giallo ha deciso di ottimizzare la consegna e adeguare i processi: «I tagli riguardano 25 persone. Abbiamo già avviato una procedura di consultazione»

BERNA - La Posta prevede di ridurre gli effettivi e il tempo di lavoro del personale addetto al recapito degli invii pubblicitari. Una nota odierna dell'azienda riferisce che il taglio occupazionale riguarda 25 persone e che è stata avviata una procedura di consultazione.

Il mercato pubblicitario è in flessione da anni; è quindi necessario ottimizzare la consegna e adeguare i processi, spiega la Posta. In questo ambito, «al fine di posizionarsi in modo più favorevole sul mercato e per sfruttare le sinergie», la Posta ha acquisito la società basilese Distriba. A fine giugno l'ha integrata in Direct Mail Company (DMC), società del gruppo che ha quale attività il recapito in tutta la Svizzera degli invii pubblicitari non indirizzati. «È già chiaro fino da adesso che tutti gli impiegati dell'ex Distriba AG - sei fissi e circa 150 addetti al volantinaggio - potranno mantenere il proprio impiego presso DMC», si legge nella nota.

DMC conta circa 4500 dipendenti in tutta la Svizzera, di cui 4430 lavorano a tempo parziale nel recapito. A causa della diminuzione della domanda sul mercato pubblicitario tradizionale e della continua la pressione sui costi, DMC intende adeguare i processi di consegna e dal 2020 effettuarli una sola volta alla settimana in due giorni consecutivi, invece degli attuali due «periodi di recapito»: lunedì/martedì e mercoledì/giovedì. L'operazione interesserebbe circa 3370 dipendenti, con adeguamenti nei contratti di lavoro, tema che rientra nell'attuale procedura di consultazione.

La decisione di adottare un solo periodo di distribuzione per la pubblicità - precisa l'azienda - avrebbe un impatto soprattutto sui collaboratori di DMC presso la sede di Niederbipp (BE), dove avviene la preparazione degli invii per il recapito: circa 25 dipendenti perderebbero il posto di lavoro.

Secondo la Posta l'attuazione di un piano sociale dovrebbe contribuire ad attenuare gli effetti dei cambiamenti previsti. DMC inizierà quest'anno i colloqui con i sindacati syndicom e transfair per un "Contratto collettivo di lavoro (CCL) per gli stampati", aggiunge la nota odierna.

La reazione di syndicom - Dal canto suo syndicom afferma in un comunicato che «in linea di principio, accoglie favorevolmente l'armonizzazione delle condizioni di lavoro». Osserva però che la diminuzione dei giorni di consegna è una misura che comporta la riduzione dell'orario di lavoro per oltre 3000 dipendenti e quindi anche una riduzione dei salari. Syndicom esige quindi «un generoso piano sociale per accompagnare questa mutazione».

Il calo della domanda nel «mercato pubblicitario classico» non è uno sviluppo nuovo e si può presumere che proseguirà, aggiunge il sindacato, il quale «da anni chiede un CCL per l'intero settore che comprenda misure per ammortizzare le ricadute della ristrutturazione e offrire ai dipendenti della sicurezza professionale». Le discussioni per un CCL si protraggono ormai da anni presso DMC, sottolinea syndicom.

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