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SVIZZERA

Niente "cross" per le studentesse, la colpa è della moschea

In un istituto ginevrino l'educazione fisica all'esterno sarebbe tabù per le ragazze a causa di un incidente avvenuto con i fedeli. La direzione però nega.
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Niente "cross" per le studentesse, la colpa è della moschea
In un istituto ginevrino l'educazione fisica all'esterno sarebbe tabù per le ragazze a causa di un incidente avvenuto con i fedeli. La direzione però nega.
Le scuole commerciali André Chavanne di Ginevra, istituto fra i più grandi in Svizzera, hanno una gran bella pista d'atletica e un campetto dove svolgere attività fisiche all'aria aper...

Le scuole commerciali André Chavanne di Ginevra, istituto fra i più grandi in Svizzera, hanno una gran bella pista d'atletica e un campetto dove svolgere attività fisiche all'aria aperta. Peccato che entrambe queste strutture non vengano quasi mai utilizzate, almeno dalle ragazze. Il motivo? Sono situati vicino a una moschea con la quale, in passato, non sono mancate le tensioni.

Ragazze in palestra, ragazzi fuori - Come in altre scuole superiori, spiega Le Matin, anche all'istituto Chavanne le classi di attività fisica sono divise fra maschi e femmine. Fra le studentesse c'è chi dice di avere usato pista e campetto "al massimo quattro volte durante un intero anno scolastico". Per i ragazzi, invece, è tutta un'altra storia: la usano molto più spesso per correre e non solo. "Siamo praticamente sempre in palestra", commenta una di loro, "se non altro almeno noi stiamo al caldo". A confermarlo anche i dati forniti al quotidiano dalla direzione, sulle otto lezioni previste di "corsa di resistenza", le ragazze sono uscite solo il 23% delle volte mentre i ragazzi anche fino all'80%. 

L'esperta: "È discriminazione" - Non ha parole Marianne Jacquemet dell'Associazione svizzera per l'educazione fisica a scuola: "È la prima volta che sento una cosa del genere", conferma al quotidiano romando, "Non è certo corsa di resistenza se si fa in palestra, l'obiettivo del 'cross' è proprio quello di esercitarsi all'esterno. Non farlo fare alle ragazze è il miglior modo per demotivarle". 

L'istituto: "Noi non ci autocensuriamo" - Secondo i rappresentanti della scuola però sarebbe "solo un caso, amplificato dai media e dai social network". Se le studentesse non vanno più a correre fuori è perché da parte loro "c'è una certa generale disaffezione per l'attività fisica" non perché si temano ripercussioni dall'adiacente moschea.

Nel 2009 lancio di rifiuti e insulti - Secondo Le Matin, invece, diversi docenti di educazione fisica sarebbero tacitamente corsi a i ripari in seguito a un incidente avvenuto nel 2009. Un venerdì pomeriggio di quell'anno, infatti, una classe di 15 ragazze era stata presa a male parole, fotografata e colpita da lattine e bottigliette da un gruppo di fedeli recatisi alla struttura per le preghiere e che aveva giudicato "impudico" il loro abbigliamento.

La Moschea: "Piuttosto piantiamo una siepe" - È amareggiato Hafid Oardiri, portavoce della moschea: "La scelta degli insegnanti di ginnastica è sensata ma purtroppo non fa altro che alimentare la percezione negativa dell'Islam. Se il problema sono alcuni nostri fedeli turbati dalle gambe nude delle ragazze, piuttosto mettiamoci d'accordo e piantiamo assieme una siepe o degli alberi per ostruire la visuale".

 

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