Notti insonni e levatacce per tifare la Svizzera? Ecco come sopravvivere

Chi vuole vedere dal vivo il maggior numero possibile di partite della Coppa del Mondo spesso lo fa a scapito del sonno. Un neurologo spiega a cosa dovrebbero prestare particolare attenzione ora i tifosi.
Chi vuole vedere dal vivo il maggior numero possibile di partite della Coppa del Mondo spesso lo fa a scapito del sonno. Un neurologo spiega a cosa dovrebbero prestare particolare attenzione ora i tifosi.
VANCOUVER - Per molti tifosi elvetici la sveglia suonerà quando fuori è ancora buio. La Svizzera affronta l'Algeria nei sedicesimi di finale del Mondiale alle 5 del mattino: un orario proibitivo che, per chi segue il torneo fin dal calcio d'inizio, si traduce in notti sempre più corte e ritmi completamente sfasati. E se la Nati dovesse proseguire il suo cammino, la situazione potrebbe farsi ancora più estrema: l'eventuale quarto di finale - probabilmente contro l'Argentina di Messi - è infatti in programma alle 3.00.
Ma quali conseguenze può avere questo "mini-jet lag"? Lo spiega il neurologo Philipp Valko, direttore del Centro per la medicina del sonno e dello stress del Neurozentrum Oerlikon. «Una singola notte con poche ore di sonno è generalmente ben tollerata da una persona sana. Se però la situazione si ripete per settimane, l'orologio biologico può alterarsi, con ripercussioni su concentrazione, umore e tempi di reazione». Un rischio spesso sottovalutato, anche perché il cervello tende ad adattarsi rapidamente a prestazioni inferiori senza che ce ne rendiamo conto.
Recuperare il sonno nel fine settimana aiuta, ma solo fino a un certo punto. «È possibile compensare in parte, soprattutto il sonno profondo, ma un debito cronico non si cancella facilmente», sottolinea Valko. Molto più efficaci nell'immediato sono i power nap: brevi sonnellini di 10-20 minuti migliorano attenzione, lucidità e umore senza provocare il senso di stordimento che può seguire a riposi più lunghi.
C'è poi un altro aspetto da considerare: le emozioni di una partita vissuta in piena notte rendono spesso difficile addormentarsi. L'adrenalina mantiene elevati battito cardiaco e livelli di cortisolo, lasciando il cervello in uno stato di attivazione anche dopo il fischio finale. Nemmeno l'alcol è un alleato: può favorire l'addormentamento, ma peggiora la qualità del sonno, riduce la fase REM e aumenta il rischio di risvegli notturni e russamento.
I campanelli d'allarme sono facilmente riconoscibili: difficoltà di concentrazione, errori insoliti, irritabilità e improvvisi colpi di sonno durante il giorno. Per limitare gli effetti delle levatacce mondiali, Valko invita a fare delle scelte: non seguire tutte le partite in diretta, dormire qualche ora prima degli incontri più tardivi e, se il giorno dopo si lavora, accontentarsi degli highlights. Dopo una notte breve, inoltre, è consigliabile esporsi alla luce naturale al mattino e concedersi un momento di relax lontano dagli schermi prima di andare a letto.







