Paure, pensieri e... Petkovic: che la Svizzera non si complichi la vita

Svizzera favorita. Ma l'Algeria è felice di trovare la Nati
Arno Rossini: «Nazionale mai al 100%. E questo mi fa un po’ preoccupare».
Svizzera favorita. Ma l'Algeria è felice di trovare la Nati
Arno Rossini: «Nazionale mai al 100%. E questo mi fa un po’ preoccupare».
VANCOUVER - Germania favoritissima contro il Paraguay. Ed è andata a casa. Olanda favorita contro un Marocco comunque ambizioso. Ed è andata a casa. Norvegia grande favorita contro la Costa d’Avorio. E ha trovato il gol del passaggio del turno a 4’ dal 90’. Inghilterra stra-favorita contro il Congo, e deve ringraziare l'uragano Kane. Potremmo andare avanti, ci fermiamo invece qui, aggiungendo solo una domanda: Svizzera favorita d’obbligo contro l’Algeria: c’è da preoccuparsi?
«Io lo sono - è intervenuto Arno Rossini - come ho ripetuto più volte, questa sfida a questo punto del Mondiale, l’avrei evitata volentieri».
Invece ci siamo. Gli schiaffi presi da Germania e Olanda aiuteranno i rossocrociati a darsi una svegliata?
«Lo spero. Voglio immaginare che diano loro un motivo in più per non sottovalutare un impegno che sulla carta può sembrare semplice ma che, in realtà, così non è».
L’Algeria dietro “balla”. La Svizzera, se al 100%, non può averne paura.
«Ma al 100% in questo Mondiale la Nazionale non ha mai giocato. E questo mi fa un po’ preoccupare. Per quanto riguarda i problemi della selezione nordafricana… è vero, la fase difensiva non è delle migliori e in più non c’è un portiere in grado di dare sicurezze. Zidane ha deluso, Benbot non ha convinto. Dovrebbe giocare Mastil, che abbiamo visto in Challenge League; non certo un elemento di spessore».
Tutto relativamente semplice, dunque.
«Non proprio, perché in fase di possesso la Nati ha uno sviluppo dell’azione lento, compassato. E questo potrebbe favorire un rivale che, appunto, dietro fa fatica. Ma solo dietro, perché poi ha grandi qualità dalla metà campo in su. Ha almeno cinque giocatori offensivi di grande valore e sa muoversi con rapidità in fase di transizione. Incassa tante reti, lo si può immaginare da quello che abbiamo detto, ma trova anche con estrema facilità la via del gol. Diciamo che una partita controllata dal primo minuto non dovrebbe essere difficile per la Svizzera. Se però l’Algeria dovesse passare in vantaggio e avesse così la possibilità di puntare su difesa e contropiede, per noi sarebbero guai seri».
Che è meglio prevenire.
«Assolutamente, si devono limitare al minimo gli errori, muovendosi con il rispetto necessario contro un rivale velenoso. Un rivale che, per quel che mi riguarda, è più pericoloso di Colombia o Ghana, ovvero il possibile avversario degli ottavi di finale. Sarà una partita rognosa».
E ci sarà Petkovic.
«Che conosce meglio la Svizzera di quanto Yakin conosca l’Algeria. E questo è innegabile. E che nutre di una fiducia grandissima da parte di spogliatoio e federazione, lui forte di un contratto fino al 2028. Vlado ci tiene a fare bene e preparerà i suoi al meglio. Li metterà in condizione di giocarsela a viso aperto».
Perché, è vero, noi guardiamo la situazione dal nostro punto di vista; ma pure per le Volpi del deserto il tabellone è una grossa occasione.
«Giocare contro la Svizzera e in seguito, eventualmente, contro Colombia o Ghana non è la stessa cosa di prepararsi a sfide contro Argentina, Francia, Spagna o selezioni del genere. Mahrez e soci sanno di non essere i favoriti ma sono anche convinti di non partire battuti. Loro sì, ne sono sicuro, daranno il 100%».









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