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28.03.2014 - 07:010
Aggiornamento : 24.11.2014 - 17:24

Del Curto in Nazionale. Fischer: "La Svizzera a uno svizzero, che bello"

L'allenatore del Lugano ha benedetto l'approdo del collega in rossocrociato e chiuso la stagione. "Mi vedete sciupato? Non sono messo troppo male, mi riprenderò"

LUGANO – Il prossimo coach della Nazionale, il sostituto del partente Sean Simpson, potrebbe essere Arno Del Curto. Il 57enne colonna del Davos è infatti in cima alla lista dei desideri della Federazione. È lui il primo a essere stato contattato. È lui quello su cui puntano tantissimo i dirigenti dell’hockey elvetico.

Una lancia in favore di Del Curto l’ha spezzata anche Patrick Fischer, attuale allenatore del Lugano, nonché vice di Simpson in Nazionale. Il coach bianconero conosce bene quello gialloblù: con lui ha giocato quattro stagioni (dal 1999 al 2003, ndr) nei Grigioni…

“Arno in Nazionale? Sarebbe bello – ha sottolineato proprio Fischer – sarebbe bello per lui, come per la Svizzera. È da tanti anni che un allenatore svizzero non guida la selezione”.

L’idea è quella di permettere a Del Curto di allenare sia il Davos che la Nati nella stagione 2014-15 per poi averlo solo per la squadra rossocrociata dall’anno successivo.
“È un progetto interessante – ha aggiunto Fischer – non penso infatti ci siano problemi nel conciliare i due impegni. Certo, Arno potrebbe ritrovarsi a gestire gli stessi giocatori su due panchine diverse ma, con il dialogo – parlando chiaro – potrebbe tranquillamente ottenere buoni risultati”.

Andasse in Nazionale, potresti ritrovarlo: il tuo impegno come assistente allenatore sta proseguendo.
“Come l’anno passato, raggiungerò i ragazzi solo una settimana prima dell’inizio del Mondiale, nel quale affiancherò Simpson. L’ultima volta è andata bene, siamo arrivati all’argento. Perché dunque cambiare? Magari riuscirò a portare nuovamente fortuna”.

Ci spieghi qual è il tuo rapporto con la Federazione: c’è un contratto in essere?
“No. Tutto è iniziato quando mi hanno chiamato per la U20. È andata bene e allora tutto è continuato con la Prima squadra. In primavera mi telefonano e mi chiedono: “Vuoi venire?”, e io accetto”.

Giusto per allungare un po’ una stagione già intensissima. Le tue ammiratrici femminili – e ce ne sono tante – pensano tu sia sciupato. L’avventura luganese è stata così intensa?
“L’impegno è di certo stato maggiore rispetto al passato però… dai, mi riprenderò. Non penso di esser messo così male”.

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