INTERVISTA: Vicky Mantegazza: "Come mio padre ho l'hockey nel sangue"

In un'intervista rilasciata a Solohockey.com Vicky Mantegazza, la vice presidente e responsabile della squadra femminile dell'HC Lugano fa il punto della situazione sul Leadis Team bianconero a seguito della salvezza conquistata nella scorsa stagione e di una campagna acquisti (nella foto una delle nuove straniere) che posiziona le ragazze luganesi tra le regine del prossimo campionato femminile di LNA.
Che ruolo rivesti all'interno
dell'organizzazione?
"Occupo il ruolo di vice presidente e responsabile della squadra. Questo comporta, tra l'altro, anche un compito che mi porta a parlare molto sia con le ragazze che con il resto del comitato."
Hai mai pensato di occuparti pure dell'HCL maschile?
"Come mio padre ho l'hockey nel sangue. La passione l'ho ereditata passando giornate
intere a parlare di hockey o a sentirne parlare. Nel reparto maschile ho fatto ben 7 anni di comitato del gruppo di sostegno HCL che ho poi deciso di mollare per
dare il mio sostegno alla squadra femminile (di cui facevo parte già da
una stagione) venutasi nel frattempo a trovare, all'improvviso, senza un vero e proprio
comitato subito dopo la gloriosa ascesa nel gruppo A.
Ora queste ragazze hanno conquistato la mia stima ed io mi sono appassionata anche di hockey al femminile. Quindi il "vero" Lugano, ora, me lo godo da grande tifosa e basta!"
Parliamo di budget. Quali sono i vostri costi di gestione?
"Diciamo subito che la nostra sezione, economicamente parlando, è auto-sufficiente. Dal Lugano maschile infatti abbiamo ricevuto solo il prestigiosissimo nome. Un nome che portiamo anche nelle piste femminili... il che non è poco! Quest'anno, nel nostro organico, avremo alcune pedine importanti, dei rinforzi, quindi valutiamo la stagione, tra trasferte, campi di allenamento, tesserini, sistemazione delle straniere e costi vari attorno ai 60'000.- franchi. Per fortuna
abbiamo trovato degli sponsor generosi che ringraziamo!"
Ci sono, nell'HCL femminile, giocatrici professioniste o semi-professioniste?
"No. Nell'HCL femminile non esistono, come non ci sono in Svizzera. I giocatori sono tutte
ragazze che ancora studiano o che lavorano regolarmente ogni giorno e praticano l'hockey su ghiaccio proprio solo per pura passione. Chiaro i sacrifici sono tanti, ma così le ragazze possono passare il tempo libero in un ambiente sano. Questo è un punto molto importante per noi: permettendo alle ragazze di praticare il loro sport preferito offriamo loro una valida e sana alternativa a tutti quegli ambienti pericolosi che minacciano oggigiorno la nostra gioventù."
Quale il vostro più grande traguardo raggiunto, al di là del fatto meramente sportivo?
"Mantenere in squadra quel bell'ambiente che si è venuto a creare, riuscendo
così a far combacciare sport e divertimento."
La stagione passata è stata un successo, infatti, il vostro obiettivo, che era quello della salvezza, è stato raggiunto. Questo traguardo, per voi, è un primo punto d'arrivo o solo un trampolino di lancio verso nuovi e più ambiziosi traguardi?
"Ma se nella vita ti siedi e dici di essere "arrivato"....tanto valeva partire!! Ho un carattere vincente e quindi sono molto ambiziosa. Non faccio mai niente "tanto per fare" quindi considero la stagione passata come un trampolino di lancio dal quale noi dovremo essere capaci di…" tuffarci senza mai annegare"."
Quali arrivi e quali partenze in vista della prossima stagione?
"Le partenze per ora effettive sono solo due: Ladina Hartmann che ci ha lasciate per un suo sogno: il Canada, e Vera Pancakova che dopo un anno con noi giocherà la prossima stagione in un'altra squadra. Restano poi ancora un paio di ragazze dalle quali aspettiamo una risposta. Per quello che riguarda la campagna acquisti, diciamo che siamo più che
soddisfatti. Infatti siamo riusciti ad accaparrarci due straniere: una
canadese Christine Beevor ed un italo-ceca Klara Quagliato di grandi doti sia sul ghiaccio che fuori. Siamo a
buon punto per il tesseramento di Nicole Bullo, una ragazza di Biasca che fa
già parte della nazionale B e che fino ad oggi si allenava e giocava con le Leghe
maschili. Un altro ottimo acquisto, e qui si tratta di una delle più grandi promesse dell'hockey svizzero, è rappresentato da Sandrine Ray. Resta poi ancora aperto un posto
per una straniera e stiamo discutendo con un'altra ragazza che fa parte della nazionale del suo paese. Le risposte le avremo a giorni."
Chi saranno i vostri allenatori?
"Ci sarà ancora Angelo Petraglia che già
ha finito la scorsa stagione con noi e che da metà maggio sta lavorando "a
secco" con le ragazze. A lui affianchermo un altro allenatore col quale stiamo
discutendo proprio in questi giorni e del quale, per scaramanzia, non voglio
ancora anticipare il nome."
Quali saranno i vostri avversari diretti nella prossima stagione?
"Il campionato di LNA conta sei
squadre iscritte e la prossima stagione presenta, per la prima volta, anche lo
spettacolo dei play-off. Ci saranno due gironi di andata e ritorno: il sesto
classificato farà i play out con il primo della LNB, il quinto andrà in vacanza,
mentre le prime quattro compagini, in un focoso week end di playoffs che si
terrà a Reinach, si giocheranno il titolo. Le square sono: Lugano, Reinach
(campione in carica), San Gallo, Illnau, Lyss e Langenthal."
Qual è stata la vostra afflunza media nel corso della passata
stagione?
"Di spettatori purtroppo ne abbiamo
ancora pochi (diciamo una media da 150/200 a partita). L'hockey femminile in
Svizzera non è ancora così conosciuto, soprattutto in Ticino, dove la mentalità
della gente è un po' legata al fatto che lo sport era prettamente maschile.
Contiamo di lanciare questo sport un pochino di più e speriamo qui di poter
avere anche l'apporto dell'Hockey Club Lugano nel permetterci di poter giocare
maggior partite sul ghiaccio della Resega dove la gente, invece di essere
costretta a stare in piedi, potrà comodamente sedersi senza prendere troppo
freddo."
Quali sono le nazioni dove l'hockey femminile ha
più successo?
"Sicuramente il Canada e gli Usa dove già da quest'anno si parla di una NHL al femmnile. In Nord America stanno infatti organizzando un campionato professionistico. Canada ed Usa dominano sempre sia i Campionati Mondiali che le Olipiadi e gli stadi si riempiono di spettatori
ad ogni partita.
In queste due grandi nazioni c'è la fortuna di poter combacciare lo sport
agli studi ed ogni univerità può contare anche su di una squadra femninile
di hockey."
E la Svizzera?
"La nazionale svizzera quest'anno è stata promossa
nel gruppo A ma ha clamorosamente mancato la qualificazione alle prossime
Olimpiadi di Salt Lake City e questo è proprio un gran peccato." Quali sono le
maggiori differenze tra l'hockey maschile e quello femminile?
"Diciamo che l'hockey femmnile è meno violento e non vi sono mai bagarre. Il
gioco è un po' più lento ma comunque è di ottimo livello."
Si può pensare, a Lugano, ad un settore
giovanile "al femminile" anche per l'hockey?
"Diciamo che questo è il nostro punto debole. In
tutti i club esiste infatti la possibilità, per ragazzine fino a 14 anni, di
allenarsi con il settore giovanile. Lo scorso anno è stato chiesto di poter
inserire un paio di ragazzine nel settore giovanile del Lugano, ma purtroppo non
abbiamo ottenuto quanto desideravamo per mancanza di posti disponibili. Il
settore giovanile del Lugano è infatti molto frequentato e la precedenza va ai
maschi. Quest'anno vorremo riuscire comunque a trovare un accordo con il Club in
quanto abbiamo un estremo bisogno di continuità e di formare giovani talenti. La
nostra infatti non è una squadra "giovane", presto ci troveremo costretti a
rimpiazzare delle pedine importanti e non siamo pronti."
Un'ultima domanda. Se qualcuno fosse intressato a mettersi in
contatto con voi, dove deve rivolgersi?
"Abbiamo un sito internet www.hclugano.ch/ladiesteam. Oppure
gli interessati possono scrivere direttamente a me a vicky5@swissonline.ch o ancora
chiamare il segretariato dell'HC Lugano allo 091-941 32 63."




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