Solido e velenoso, il Lugano è un problema (per gli altri)

Bianconeri convincenti e in crescita: i playoff diretti sono a portata di mano.
Coach Mitell ha trovato la quadra.
Bianconeri convincenti e in crescita: i playoff diretti sono a portata di mano.
Coach Mitell ha trovato la quadra.
LUGANO - Tre sfide “romande” consecutive tradotte in sette punti. Di più, tre partite giocate e tre prestazioni convincenti firmate. Cominciato l’anno nuovo con le brutture di Bienne, il Lugano ha subito cambiato marcia, innestando quella più alta. Così, alla Cornèr Arena è stato sculacciato il Friborgo e in trasferta è stato sgambettato il Losanna. Dalla sfida di Ginevra è infine stato spremuto un punto.
Oltre a continuare la loro risalita in classifica - la top-6 è ormai un habitat usuale - i bianconeri hanno dato nuovamente prova (a sé stessi e alle altre compagini di National League) di essere una squadra vera, con un’identità e uno stile di gioco ben precisi. Uno di quegli avversari che si eviterebbe sempre volentieri di affrontare. Lo hanno fatto unendo un attacco graffiante, che ha un Sanford a tratti dominante, un Fazzini sempre chirurgico, i guizzi di Thürkauf e una quarta linea tra le migliori del campionato che trova sempre il modo di fare male, a una difesa ormai quasi imperforabile.
Proprio “dietro”, rassicurati dalle prestazioni sempre convincenti di Niklas Schlegel (27 partite e .926 come percentuale di parate) e Joren van Pottelberghe (11 presenze e .914), i ticinesi stanno costruendo il loro piccolo grande capolavoro. Capaci di chiudere ogni varco e sporcare le (poche) linee di tiro concesse a chi si trovano di fronte, sono infatti arrivati al punto di rendere potenzialmente mortifera ogni ripartenza, ogni situazione speciale. E di questo i rivali se ne sono resi conto (senza tuttavia trovare le contromosse). Le ultimissime partite non hanno fatto altro che confermare questa tendenza, con gli appena due gol concessi al Losanna e al Ginevra, ovvero due tra le squadre che in casa segnano di più. Se a ciò si aggiunge che contro le Aquile le reti subite sono arrivate tra il terzo tempo e l’overtime, quando Simion e soci avevano probabilmente finito l’ossigeno dopo la fatica fatta (alla Vaudoise Arena) solo 24 ore prima…
Coach Mitell ha insomma trovato la quadra e questo, visto che i suoi sembrano comunque avere margini di miglioramento (alla voce killer instinct, per esempio), potrebbe essere un problema per tutti quelli che non hanno il cuore tinto di bianco e di nero.








