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EDMONTON/RED DEER 2022La Svizzera ci crede con i tre ticinesi: «Squadra molto ambiziosa»

28.12.21 - 08:00
Il GM dei rossocrociati Lars Weibel è carico: «Saranno i dettagli a fare la differenza, il livello è molto alto».
Freshfocus, archivio
La Svizzera ci crede con i tre ticinesi: «Squadra molto ambiziosa»
Il GM dei rossocrociati Lars Weibel è carico: «Saranno i dettagli a fare la differenza, il livello è molto alto».
Dopo il ko con la Russia, la truppa elvetica affronterà nella serata odierna gli USA (ore 22.30).

EDMONTON/RED DEER - Nella notte la nazionale svizzera Under 20 ha disputato il primo match del Gruppo B contro la Russia, valido per il Mondiale di categoria a Edmonton e Red Deer. La sfida è terminata 4-2 in favore della Sbornaja, con gli elvetici che avranno la possibilità di riscattarsi questa sera contro gli Stati Uniti (ore 22.30).

Per l'occasione i giovani rossocrociati sono finiti in un girone di ferro, nel quale figurano anche Slovacchia e Svezia. Nel Gruppo A sono invece stati inseriti Canada, Finlandia, Cechia, Germania e Austria. «Sono dell'idea che siamo capitati nel girone più forte», ha analizzato il General Manager Lars Weibel. «Sappiamo che quest'anno, nonostante il gruppo sia ambizioso, sarà difficile centrare un risultato di rilievo. Non esistono più le squadre materasso e negli ultimi anni il livello di gioco si è alzato notevolmente. Per arrivare fino in fondo non si può sbagliare niente e saranno i dettagli a fare la differenza, per questo motivo sarà necessario scendere sul ghiaccio uniti e con la grinta giusta».

Nelle ultime stagioni la U20 elvetica è cresciuta molto e può vantare nel proprio effettivo degli elementi di tutto rispetto, fra i quali tre ticinesi: il difensore Brian Zanetti, (Peterborough Petes, OHL), così come gli attaccanti Attilio Biasca (Halifax Mooseheads, QMJHL) e Lorenzo Canonica (Shawinigan Cataractes, QMJHL). «Abbiamo a disposizione un roster più competitivo rispetto a quello del 2020 e i tre ticinesi hanno una posizione centrale nella nostra selezione. Zanetti è uno dei leader e nell'ultimo anno ha trovato una certa costanza nelle sue prestazioni. Per noi è un elemento chiave, poiché conosce molto bene il sistema di gioco della nazionale e ha una certa confidenza con le piste nordamericane, che sono più strette. Biasca ha invece avuto bisogno di un po' di tempo per abituarsi alla realtà d'oltre oceano, ma adesso è cresciuto e il suo potenziale non si discute. Infine ripongo delle aspettative particolari in Canonica, un ragazzo talentuoso e in possesso di una grande visione di gioco. Ha le caratteristiche ideali per diventare uno dei trascinatori di questa squadra». 

Continua dunque il lavoro minuzioso nelle selezioni minori da parte di tutti i componenti dello staff tecnico, i quali – già a partire dalla U16 – inculcano un'identità e delle regole precise ai giocatori convocati, i quali sapranno già come comportarsi una volta che riceveranno un’eventuale chiamata nella Nazionale maggiore. «Per costruire qualcosa, è necessario iniziare un progetto a lungo termine e mantenere la medesima linea nel tempo, soprattutto nei momenti più difficili. È una questione di mentalità, bisogna abituare i giocatori a mettere in pista sempre la stessa attitudine e il medesimo sistema di gioco. In questo modo una volta convocati da Fischer in futuro, i ragazzi sapranno già come comportarsi – sia nello spogliatoio sia sul ghiaccio – e quali saranno le regole da seguire, così da per poter consolidare anche lo spirito di squadra». 

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