«Sì, capita di fare giocare qualcuno anche se non lo merita: solo per tenerlo buono»

Livio Bordoli, storico ex allenatore del Lugano calcio, ha analizzato il momento dei bianconeri: «Troppi infortuni e spogliatoio bollente»
«Non è più il Lugano di prima, questo è innegabile. Manca di dinamicità, di corsa, di gamba. Non c'è più la brillantezza che c'era negli scorsi mesi, i giocatori sembrano stanchi e non riesco a capire i motivi».
Livio Bordoli, storico ex allenatore del Lugano calcio, ha analizzato il momento dei bianconeri: «Troppi infortuni e spogliatoio bollente»
«Non è più il Lugano di prima, questo è innegabile. Manca di dinamicità, di corsa, di gamba. Non c'è più la brillantezza che c'era negli scorsi mesi, i giocatori sembrano stanchi e non riesco a capire i motivi».
LUGANO - Il Lugano non sa più vincere. Certo, non sa nemmeno più perdere, visto che è undici partite consecutive che porta a casa punti. A ogni modo, gli ultimi quattro pareggi - tre dei quali contro squadre che stazionano nella seconda metà della classifica - hanno fatto un po' di rumore. Il magro bottino di quattro punti in altrettante partite hanno infatti rallentato la corsa della squadra di Mattia Croci-Torti, ormai staccata irrimediabilmente dal miracoloso Thun.
Ne abbiamo parlato con Livio Bordoli, colui che nel 2015 aveva riportato il FCL nel paradiso del calcio svizzero. «Non è più il Lugano di prima, questo è innegabile. Manca di dinamicità, di corsa, di gamba. Non c'è più la brillantezza che c'era negli scorsi mesi, i giocatori sembrano stanchi e non riesco a capire i motivi. Ci sono sicuramente gli infortuni, ma spulciando un po' la situazione delle altre squadre ho notato che anche loro da questo punto di vista non sono messe poi così bene...».
È un po' strano che si sta ripresentando la medesima situazione dello scorso anno...
«È vero e proprio per questo motivo devono fare un'analisi approfondita al loro interno. Non siamo nel mese di maggio dove i giocatori possono avvertire un po' di stanchezza. E non ci sono nemmeno le competizioni europee a togliere energie alla squadra. È davvero strano, perché prima dominavano, adesso invece fanno fatica persino a costruire delle azioni. Nel secondo tempo della sfida con il Servette non hanno quasi mai oltrepassato la metà campo. Sta mancando la corsa, la stessa che sta facendo grande il Thun».
Come ti spieghi tutti questi infortuni?
«Anche questo è un aspetto che va trattato, nonostante io sappia che l'hanno già fatto. I tanti infortuni muscolari riscontrati quest'anno sono indice che qualcosa non va. Non conosco il preparatore atletico del Lugano e non voglio giudicare il suo operato. Entreremmo in una materia che non è mia... Tuttavia, ciò che si vede dall'esterno è che i giocatori hanno palesemente poca gamba. Urgono quindi delle riflessioni in tal senso per evitare che in futuro possa accadere di nuovo».
TiPressL'incredibile scontro Koutsias-Behrens in Spagna può aver lasciato degli strascichi?
«Sicuramente. Anche dall'esterno si avverte che l'ambiente è cambiato. Questi episodi inevitabilmente minano molto uno spogliatoio, anche se loro diranno che non è così. Senza dubbio, poi, queste cose creano delle fazioni all'interno del gruppo. È difficilissimo uscire da una situazione del genere».
Una bella patata bollente per il Crus... Una curiosità: ti è mai capitato di far giocare qualcuno solo per "tenerlo buono"?
«Gli allenatori diranno sempre di no ma le decisioni a volte non rispecchiano la meritocrazia e non vengono prese per questioni tecnico-tattiche. Se c'è un personaggio che ha molto peso nello spogliatoio, può succedere che giochi al posto di qualcuno che avrebbe meritato di più. Faccio un esempio riguardante il Lugano: se lasci fuori Steffen non so fino a che punto puoi durare. Lo stesso vale per Behrens... Quindi sì, gli allenatori ragionano anche per salvaguardare certe dinamiche. È più facile schierare un giocatore di un certo livello che un ragazzino. Lo si fa per il quieto vivere».
Steffen e Shaqiri sono al tramonto della loro carriera?
«Entrambi erano fenomenali l'anno scorso. Quest'anno, invece, sono irriconoscibili... Shaqiri ha fatto perdere tanti punti al Basilea con tutti i rigori sbagliati e in fase difensiva lascia i suoi compagni in inferiorità numerica. Dobbiamo anche essere realisti, con l'età che avanza non possono certo diventare giocatori migliori. Per questo dico che il contratto fatto a Steffen di tre anni non ha molto senso».
Ti ha sorpreso la nomina di Lichtsteiner a Basilea?
«Un po' sì, perché è ancora molto acerbo per quella panchina. Lo si vede come gestisce certe situazioni, dove spesso se la prende con gli arbitri o con gli avversari. Dovrebbe rimanere più calmo e tranquillo. Con questo però non voglio dire che non diventerà mai un bravo allenatore. Ma forse avrei aspettato un po' prima di portarlo a Basilea».





